La stratificazione del rischio nel tumore pancreatico


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Per la prima volta un test multigenico per l’identificazione dei soggetti ad alto rischio di tumore pancreatico include tutti i loci noti per essere associati al rischio di sviluppare questo cancro. Il punteggio di rischio poligenico (polygenic risk score, PRS), frutto di uno studio dell’Università di Pisa e del German Cancer Research Center (DKFZ) di Heidelberg (Germania), potrebbe essere combinato con fattori di rischio epidemiologici per identificare con maggiore accuratezza i soggetti da sottoporre a controlli regolari, facilitando così la diagnosi precoce del tumore pancreatico.

L’adenocarcinoma duttale del pancreas (PDAC) viene in genere diagnosticato in stadio avanzato, quando mancano opzioni terapeutiche efficaci. La bassa incidenza della patologia tuttavia non giustifica uno screening diretto a tutta la popolazione, servono strumenti per la stratificazione del rischio. Oltre a fattori quali fumo, abuso di alcol, diabete, obesità e pancreatite cronica, sono stati identificati alcuni polimorfismi che si associano al rischio di PDAC. Considerati singolarmente i polimorfismi hanno un piccolo effetto, ma la combinazione di più polimorfismi appare migliorare significativamente la predizione del rischio.

Il nuovo PRS, descritto nell’articolo pubblicato sulla rivista Journal of Medical Genetics, combina 30 polimorfismi a singolo nucleotide (SNP). Il PRS si associa in modo altamente significativo al rischio di PDAC: la probabilità di sviluppare un tumore pancreatico è 2,7 volte più alta per i soggetti nel quintile più alto rispetto al quintile più basso. La capacità di discriminare i soggetti a rischio aumenta notevolmente se si complementa il PRS con due fattori di rischio, il consumo di tabacco e il diabete (l’OR per il quintile più alto diventa pari a 14,37).

“Nonostante la chiara discriminazione del livello di rischio e la forte significatività statistica, i valori dell’AUC basati sui soli SNP (che vanno dal 0,59 a 0,61) non sono soddisfacenti  ̶  commentano gli autori, che però aggiungono  ̶ Tuttavia, previsioni teoriche e studi precedenti su tipi di tumore per cui sono noti più SNP hanno mostrato che l’aggiunta di varianti di rischio aumenta il potere predittivo del PRS. Perciò, è prevedibile che i continui sforzi per scoprire nuovi SNP legati al rischio di tumore pancreatico ci consentiranno nel medio-lungo termine di costruire punteggi con un numero molto più grande di varianti genetiche, il che porterà a una predizione del rischio molto migliorata”.