La stewardship antibiotica riduce l’uso di antimicrobici nella neutropenia febbrile


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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  • L’utilizzo di strategie di stewardship con flow charts e percorsi decisionali riduce l’uso di antibiotici nei pazienti con neutropenia febbrile ricoverati in reparti di ematologia ad alta specializzazione.
  • L’intervento ha dimezzato la spesa per antibiotici rispetto ad analogo periodo nell’anno precedente.
  • I medici coinvolti mostrano un alto tasso di accettabilità dell’intervento.

La neutropenia febbrile è una complicanza frequente nei trattamenti chemioterapici, con una incidenza del 35 per cento circa nel corso del primo trattamento (dati delle linee guida ESMO 2017). È anche la ragione più comune di prescrizione di antibiotici nei reparti di ematologia, dove l'effetto della stewardship antibiotica (AS, ovvero la messa a punto di strategie coordinate per il miglioramento prescrittivo al fine di migliorare l’efficacia sul paziente) è poco esplorata.

Questo studio, condotto in parallelo da un gruppo di emtologi dell’Università Sapienza presso il Policlinico Umberto I di Roma e dai colleghi dell’ospedale universitario di Créteil (Parigi) si pone l’obiettivo di valutare l’impatto di iniziative di AS sul consumo di antibiotici e il tasso di accettazione e applicabilità di questo tipo di interventi.

Per fare ciò è stata implementata una strategia di AS basata su un algoritmo di gestione della prescrizione antibiotica basato sull’andamento della neutropenia alla luce delle linee guida della European Conference on Infection in Leukaemia (ECIL) sulla neutropenia febbrile. Sono stati coinvolti reparti ematologici per pazienti ad alto rischio (centri di terzo livello).

Oltre all’uso di flow charts per la diminuzione graduale e l’interruzione della terapia, sono stati anche creati dei team di medici dedicati alla loro implementazione. Tutti i pazienti che hanno ricevuto una prescrizione antibiotica durante il ricovero sono stati inclusi, e l’analisi è stata condotta retrospettivamente anche su tutte le prescrizioni occorse nell’anno precedente l’intervento. In totale, sono state rivalutate 137 prescrizioni di antibiotici, di cui 100 per neutropenia febbrile. Durante il periodo di intervento si è osservata una significativa riduzione delle prescrizioni di carbapenem (p=0,04). Inoltre nel semestre di intervento la spesa per antibiotici è diminuita del 50,3 per cento rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente.

Le flow chart sono state considerate utili e applicabili, e il livello di accettabilità è risultato alto. Non si sono registrate differenze in termini di trasferimenti in unità di terapia intensiva, incidenza di batteriemia e mortalità.

Il limite principale dello studio riguarda l’analisi del consumo di antibiotici, effettuata su tutto il reparto, mentre l’intervento riguarda solo i pazienti con neutropenia febbrile.