La sorveglianza dei survivors di tumore / 1


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Notizie Mediche Univadis
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Nel 2040, i sopravvissuti al cancro saranno 26 milioni negli Stati Uniti, secondo quanto riporta una revisione sul tema pubblicata dal New England Journal of Medicine (NEJM), la maggioranza dei quali avrà tra i 60 e i 90 anni.

La presa in carico di questa popolazione con crescenti bisogni sanitari richiede l’elaborazione di strategie e linee guida che al momento non sono del tutto chiare, denuncia l’autore, Charles Shapiro della Icahn School of Medicine, che ha cercato di fare ordine tra le raccomandazioni esistenti.

 

La sorveglianza delle ricadute

La maggior parte delle società scientifiche di oncologia e medicina interna ha prodotto linee guida per la sorveglianza dei pazienti reduci da un cancro. La revisione del NEJM sottolinea come la maggior parte delle indicazioni nasca dalle conoscenze sulla storia naturale della malattia ma anche la mancanza di studi randomizzati e controllati che verifichino gli esiti dei diversi protocolli, che non vanno mai dati per scontati.

Un caso emblematico è quello del cancro del seno, uno dei pochi nei quali gli RCT sono stati eseguiti. Non vi sono prove dell’efficacia di un protocollo specifico di sorveglianza per le donne sopravvissute a un cancro del seno ma, in una minoranza di casi, l’uso dell’imaging o la misurazione di marcatori sierici ha permesso di identificare le metastasi prima che diventassero sintomatiche, senza però incidere sulla sopravvivenza generale.

Viceversa, nel caso del cancro del colon-retto, la sorveglianza attiva con imaging e marcatori ha permesso di identificare precocemente le metastasi epatiche (che colpiscono il 60% circa dei sopravvissuti), consentendo la loro resezione e un aumento della sopravvivenza.

Tra le ragioni per cui è necessario stabilire protocolli di sorveglianza vi sono anche gli effetti secondari delle terapie, sia a breve sia a lungo termine (per esempio negli adulti sopravvissuti a forme tumorali pediatriche) di cui si parlerà con maggiore dettaglio nell’articolo in pubblicazione la prossima settimana.

Un concetto emergente dagli studi più recenti è l’invecchiamento precoce degli ex malati di cancro, legato alle cure somministrate (che inducono un accorciamento dei telomeri, una diminuzione del consumo massimo di ossigeno e un aumento delle citochine proinfiammatorie, a cui si aggiunge, specie nelle donne, l’ipogonadismo indotto dalle cure).

Negli ex pazienti pediatrici, le malattie croniche tipiche dell’invecchiamento possono presentarsi fin dai 45 anni (cardiomiopatie, infarto, malattie vascolari, sarcopenia, osteoporosi.

 

Le raccomandazioni

Quelle che seguono sono le raccomandazioni in materia di sorveglianza oncologica proposte dalla revisione del NEJM per i più comuni tumori. Rimangono ancora da stabilire, invece, i calendari di valutazione generale, non strettamente legati all’individuazione delle metastasi ma indirizzati alla prevenzione e diagnosi precoce delle malattie non oncologiche.

  • Tumori testa-collo: esame fisico ogni 1-3 mesi per 1 anno, poi ogni 2-6 mesi nei primi 5 anni poi annuale. Imaging 6 mesi dopo la fine del trattamento.
  • Cancro del seno: esame fisico ogni 3-4 mesi per 3 anni, poi ogni 6 mesi per 2 anni e ogni anno per altri 5 anni; mammografia annuale (anche se la durata di questo controllo nel tempo è oggetto di discussione in assenza di sintomi).
  • Cancro della prostata: esplorazione prostatica rettale annuale per 5 anni: test del PSA ogni 6-12 mesi per i primi 5 anni.
  • Cancro del colon-retto: esame fisico e misurazione del CEA ogni 3-6 mesi per 5 anni; TC del torace, addome e pelvi annuale per 3 anni; colonscopia annuale per 6 anni dopo la chirurgia.
  • Cancro del polmone non microcitoma: esame fisico ogni 3-6 mesi per 1-2 anni, poi annualmente per 3-5 o più anni. TC a basso dosaggio ogni 6 mesi per 1-2 anni, poi annuale per 3-5 o più anni.
  • Per tutte le altre forme tumorali la revisione consiglia di valutare le linee guida esistenti poiché le indicazioni possono variare molto in base alle caratteristiche istologiche del tumore.