La scoperta, Pfas inibiscono l'attività del testosterone nell'uomo


  • Adnkronos Salute
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Roma, 21 feb. (AdnKronos Salute) - Pfas di nuovo nel mirino. In generale l'inquinamento altera negli animali e nell'uomo lo sviluppo del sistema riproduttivo-sessuale, riducendo la fertilità. Ora, in uno studio sperimentale, il team di Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia all'Università di Padova, ha individuato il meccanismo attraverso il quale i Pfas interferiscono con l'azione del testosterone, bloccando il suo recettore. Queste sostanze chimiche, utilizzate in molti prodotti industriali e al centro di un allarme contaminazione ambientale anche in Veneto, sono protagoniste di molti lavori sperimentali. Negli ultimi anni è stato ipotizzato che agiscano come interferenti endocrini, ricordano i ricercatori che oggi a Padova presentano il XXXIII Convegno di medicina della riproduzione, in programma dal 22 al 24 febbraio.

Negli animali da laboratorio esposti ai Pfas, sia in fase embrionale che post-natale, lo sviluppo del sistema riproduttivo può subire modificazioni strutturali caratterizzate da un ridotto volume del testicolo e da una riduzione del numero di spermatozoi, con conseguente calo della fertilità. Il gruppo di ricerca di Foresta, coordinatore della Rete endocrinologica veneta, in collaborazione con Andrea Di Nisio e Diego Guidolin del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Padova e con Nicola Pozzi della St. Louis University (Usa), ha studiato i meccanismi che possono determinare una interferenza tra Pfas e controllo ormonale del sistema endocrino-riproduttivo nell'uomo.

"Abbiamo dimostrato per la prima volta che i Pfas - spiega Foresta all'Adnkronos Salute - sono in grado di interferire significativamente con il legame tra il testosterone e il suo recettore, occupando lo stesso sito di legame e riducendone l'attività di oltre il 50%. E' una scoperta che deve trovare spazio nel mettere a punto delle soluzioni, perché abbiamo capito quali sono i meccanismi che possono essere alterati da queste sostanze".

I ricercatori di Padova, in collaborazione con la St. Louis University, hanno anche dimostrato che le strutture molecolari dei Pfas e del testosterone mostrano analogie che portano a una loro interazione, impedendo quindi al testosterone circolante di svolgere la sua attività ormonale. "Se si considera che la presenza dei Pfas è stata riscontrata nel cordone ombelicale e nella placenta di donne esposte - commenta Foresta - si può ipotizzare una precoce interferenza di queste sostanze sullo sviluppo gonadico e sulla documentata riduzione di sviluppo nell'altezza e nel peso dei figli nati da queste donne esposte". Questi risultati "suggeriscono che i Pfas, fra le tante sostanze inquinanti ambientali, possono avere un ruolo nell'incremento delle patologie andrologiche come infertilità, criptorchidismo, tumori del testicolo".

L'ambiente, aggiungono i ricercatori, si sta progressivamente arricchendo di prodotti inquinanti, principalmente di residui chimici, della plastica e dei suoi prodotti di degradazione, ai quali l'uomo e gli animali possono essere esposti attraverso l'alimentazione, le acque e il contatto stesso. Queste sostanze, definite interferenti endocrini, possono alterare l'equilibrio e la funzione degli ormoni interagendo o interferendo con la normale funzione ormonale. In accordo con queste ipotesi, il gruppo di ricerca coordinato da Foresta ha già dimostrato che i ventenni del terzo millennio, oltre a una minore produzione di spermatozoi, hanno una maggiore altezza, una maggiore lunghezza degli arti rispetto al tronco, una riduzione del volume del testicolo e una riduzione della lunghezza del pene (-0,9 cm) rispetto a precedenti osservazioni.

Tutti questi segni "depongono per un'interferenza da parte dei composti chimici ambientali sull'attività degli ormoni testicolari anche nell'uomo", concludono i ricercatori.