La sclerosi multipla frena nei quartieri più ricchi


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Sulla base di dati raccolti in British Columbia (Canada) e Galles Sud Orientale (UK), nei pazienti che al momento dell’esordio della sclerosi multipla (SM) vivevano in quartieri mediamente più abbienti, la probabilità di raggiungere il punteggio 6 dell’Expanded Disability Status Scale (EDSS) era del 10% inferiore rispetto a chi abitava in aree più disagiate.
  • Un vantaggio si registra anche rispetto al raggiungimento del punteggio 4 EDSS e dell’insorgenza di malattia secondariamente progressiva (SMSP).
  • Resta da accertare se causa del fenomeno siano stili di vita o comorbidità, per mirare meglio eventuali interventi.

Descrizione dello studio

  • Sono stati analizzati i dati di due coorti costituite in occasioni di studi precedenti, una in Canada (n=2.069) e una in UK (n=1.044), per un totale di n=3.113 pazienti di SM. I dati sono stati combinati tra loro con modelli a effetto casuale.
  • Di tutti è stato dedotto lo stato socioeconomico (SES) sulla base del reddito medio del quartiere di residenza al momento dell’esordio dei sintomi (± 3 anni).
  • Con modelli a rischi proporzionali di Cox è stata studiata l’associazione tra SES all’esordio, raggiungimento dei punteggio 6.0 e 4.0, duraturi e confermati, e dell’evoluzione in SMSP.
  • L’aggiustamento ha tenuto conto di età all’esordio, sesso, andamento iniziale della malattia e uso di farmaci modificanti la malattia.

Risultati principali

  • A SES più elevato corrispondeva minor rischio di raggiungere un punteggio EDSS=6.0 (adjHR 0,90; IC 95% 0,89-0,91), EDSS=4.0 (adjHR 0,93; IC 0,88-0,98) e SMSP (adjHR 0,94; 0,88-0,99).
  • La correlazione si è mantenuta anche quando i punteggi sono stati esaminati con una regressione di tipo lineare.

Limiti

  • Per quanto utilizzata in molti studi, l’attribuzione dello SES sulla base del quartiere di residenza resta una misura indiretta di questo parametro.

Perché è importante

  • Pochi studi si sono soffermati sul legame tra SES e accumulo di disabilità, da cui potrebbero emergere fattori potenzialmente modificabili.
  • Se questo fattore incide sull’evoluzione della malattia, occorrerà tenerne conto nell’analisi e nell’interpretazione dei dati, compresi quelli degli studi clinici.