La scelta del trattamento per l’epatite B cronica modifica il rischio di carcinoma epatocellulare


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • I trattamenti sul lungo periodo con entecavir e tenofovir disoproxil fumarato, agenti antivirali di prima linea per in pazienti con epatite B cronica (CHB), si associano in modo differente al rischio di sviluppare carcinoma epatocellulare (HCC).
  • In particolare, tenofovir si associa a un rischio più basso rispetto a entecavir.
  • Data la prognosi sfavorevole dei pazienti con HCC, questi risultati potrebbero essere importanti dal punto di vista clinico per la scelta del trattamento dell’epatite cronica.

Descrizione dello studio

  • Lo studio nazionale di coorte ha coinvolto pazienti coreani adulti con CHB mai trattati in precedenza.
  • I dati relativi ai pazienti che hanno iniziato terapia con entecavir (n=11.464) o tenofovir disoproxil fumarato (n=12.692) tra l’inizio del 2012 e la fine del 2014, sono stati ottenuti consultando il database Korean National Health Insurance Service.
  • I risultati sono stati in seguito validati in una coorte di pazienti ospedalieri con CHB trattati con entecavir (n=1.560) o tenofovir (n=1.141) in un centro di riferimento di terzo livello tra l’inizio del 2010 e la fine del 2016.
  • Le principali misure di esito erano i tassi cumulativi di incidenza di HCC e i tassi di decesso e trapianto.
  • Fonte di finanziamento: tra gli altri Fondazione nazionale coreana per la ricerca e Ministero coreano della Sanità e del Welfare.

Risultati principali

  • Nella coorte di popolazione, il tasso di incidenza annuale di HCC è risultato significativamente più basso nel gruppo tenofovir (0,64 per 100 anni-persona) che nel gruppo entecavir (1,06 per 100 anni-persona).
  • In base all’analisi aggiustata per variabili multiple, la terapia con tenofovir è risultata associata a un rischio significativamente più basso di HCC (hazard ratio [HR]: 0,61) e mortalità per tutte le cause o trapianto (HR: 0,77) rispetto al trattamento con entecavir.
  • Rispetto al gruppo entecavir, il gruppo tenofovir ha inoltre mostrato un rischio significativamente più basso di HCC sia nella coorte di popolazione appaiata per propensity score (HR: 0,62), sia in quella ospedaliera sempre appaiata per propensity score (HR: 0,68).

Limiti dello studio

  • La natura osservazionale dello studio espone a bias e a fattori confondenti.
  • Il follow up ha avuto durata differente tra i due gruppi.
  • Derivando da uno studio condotto a livello nazionale, i risultati della ricerca potrebbero non essere generalizzabili.

Perché è importante

  • L’infezione da CHB è estremamente diffusa e interessa circa 250 milioni di persone nel mondo.
  • Il 45% circa dei casi di HCC è legato all’infezione, così come il 30% circa dei casi di cirrosi epatica.
  • Tenofovir ed entecavir sono entrambi raccomandati come terapia di prima linea in pazienti con HCC e hanno un’efficacia comparabile.
  • Mancano dati conclusivi sul rischio di HCC legato ai due trattamenti.