La restrizione calorica riduce numerosi fattori di rischio cardiometabolico


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Il primo studio a medio termine sulla restrizione calorica negli esseri umani ha dimostrato che una riduzione media dell’apporto calorico del 12% per due anni si traduce in numerosi benefici cardiometabolici in soggetti giovani e non obesi.
  • I dati suggeriscono che una moderata restrizione calorica in giovinezza e nella mezza età possa offrire benefici a lungo termine a livello di popolazione.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio di fase 2, multicentrico, randomizzato e controllato CALERIE ha coinvolto giovani adulti e persone di mezza età (21-50 anni), sani e non obesi (indice di massa corporea, IMC: 22,0-27,9 kg/m2) arruolati in tre centri clinici statunitensi.
  • I partecipanti sono stati assegnati a una restrizione calorica del 25% o a una dieta di controllo ad libitum.
  • Sono state valutate le risposte in termini di fattori di rischio cardiometabolici alla restrizione calorica per due anni.
  • In particolare, nella popolazione per intention-to-treat sono state analizzate pressione sanguigna media, sistolica e diastolica; livelli plasmatici di lipidi; proteina C-reattiva ad alta sensibilità; punteggio della sindrome metabolica; misure dell’omeostasi glicemica di insulina a digiuno, glucosio, resistenza insulinica e glucosio a 2 ore, area sotto la curva per glucosio e insulina da un test di tolleranza orale al glucosio.
  • Fonte di finanziamento: National Institute on Aging, National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases, National Institutes of Health.

Risultati principali

  • Nello studio sono state randomizzate 218 persone, assegnate alla restrizione calorica (66%) o alla dieta di controllo (34%).
  • Nel gruppo restrizione calorica è stata raggiunta una riduzione media dell’apporto calorico pari a 11,9% versus 0,8% nel gruppo controllo e un calo ponderale medio mantenuto di 7,5 kg versus un aumento di 0,1 kg nel gruppo controllo.
  • Di questo calo, il 71% è risultato essere legato a perdita di massa grassa.
  • Rispetto al basale, a 2 anni la restrizione calorica ha portato a una persistente e significativa riduzione di tutti i fattori di rischio convenzionali analizzati, inclusi cambiamenti nel colesterolo LDL (p
  • Inoltre, la restrizione calorica ha portato a miglioramenti significativi nei livelli di proteina C-reattiva (p=0,012), indice di sensibilità insulinica (p

Limiti dello studio

  • Manca una misurazione clinica delle modifiche alle placche aterosclerotiche nel tempo

Perché è importante

  • La malattia cardiovascolare rappresenta una delle maggiori cause di morbilità, disabilità e mortalità a livello mondiale.
  • Servono interventi efficaci e poco costosi per ridurre l’incidenza e le conseguenze di tali patologie.
  • Studi su primati hanno dimostrato una riduzione fino al 50% del rischio cardiovascolare in seguito a restrizione calorica.
  • Se si dimostrasse efficace anche nell’uomo, la restrizione calorica potrebbe rappresentare un intervento fondamentale di salute pubblica.