La qualità di vita nell’anziano passa anche dai PRO

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

di Cristina Ferrario (Agenzia Zoe)

 

Il punto di vista del paziente è importante per garantire che la cura abbia la massima efficacia sotto diversi punti di vista, inclusa la qualità di vita (QoL). Lo dimostrano anche i risultati di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista Annals of Research in Oncology da un gruppo di ricercatori dell’Università di Torino e dell’Ospedale Mauriziano del capoluogo piemontese, guidati da Massimo Di Maio, affiliato a entrambi i centri.

“I Patient Reported Outcomes (PROs) sono considerati il gold standard per descrivere i sintomi soggettivi dei pazienti con cancro e il loro utilizzo nella pratica clinica può migliorare l’esperienza del paziente e anche gli esiti dei trattamenti” esordiscono gli autori, ricordando che grazie ai PROs è possibile monitorare la salute dei pazienti utilizzando informazioni che arrivano proprio dai pazienti stessi.

Nei soggetti anziani, spesso caratterizzati dalla presenza di diverse comorbilità e da un maggior rischio di sviluppare effetti collaterali dalle terapie, l’attenzione alla QoL è fondamentale ed è importante tenere sempre in mente che gli interventi pensati per pazienti più giovani potrebbero non essere applicabili o non efficaci nella popolazione anziana.

Anche per questa ragione Di Maio e colleghi hanno valutato l’impatto dei PROs proprio su un gruppo di 88 pazienti con più di 70 anni già inclusi in una popolazione più ampia (n=211) coinvolta nell’esperienza del Mauriziano sull’uso dei PRO. “Nel 2018 abbiamo introdotto questi strumenti nella nostra pratica clinica, da compilare prima della visita specialistica” spiegano i ricercatori.

E a tutti gli effetti i risultati ottenuti negli anziani sono simili a quelli ottenuti nei più giovani, con un miglioramento della QoL dopo un mese dalla somministrazione dei PROs: in particolare il 36,6% dei pazienti anziani che aveva utilizzato i PROs ha mostrato un miglioramento significativo nella QoL rispetto al 19,1% di chi invece non li aveva utilizzati.

“È importante notare anche un miglioramento nel controllo dolore rispetto al basale, più ampio nei pazienti del gruppo PRO” precisano gli autori, spiegando che è probabile che questi strumenti abbiano migliorato l’attenzione a questo sintomo e la sua successiva gestione.

“Oltre al formato cartaceo utilizzato nel nostro studio, è possibile utilizzate anche versioni elettroniche dei PRO, che permettono un invio immediato dei dati al medico, ma che potrebbero a tutti gli effetti essere più difficili da usare per i pazienti anziani” dicono Di Maio e colleghi.

“Questi risultati sono stati ottenuti con interventi a basso costo e noi crediamo fortemente che anche un piccolo miglioramento QoL dei nostri pazienti sia importante e possa farci pensare all’utilizzo dei PRO nella pratica clinica come a una pratica economica e utile” concludono.