La mortalità da stato epilettico non è diminuita negli ultimi 30 anni


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Messaggi chiave

  • Una meta-analisi condotta su 61 studi, effettuati tra il 1990 e il 2017, dimostra che la mortalità da stato epilettico (SE) convulsivo nei Paesi ad alto reddito è ancora alta, soprattutto negli adulti.
  • I cambiamenti che sono stati fatti a partire dagli anni ’90 nella definizione e nell’approccio terapeutico di SE non sono associati alla mortalità, non essendo stato riscontrato un miglioramento significativo nella prognosi dei pazienti col passare del tempo.

Descrizione dello studio

  • Per la revisione sistematica e meta-analisi sono stati ricercati studi (MEDLINE, Embase, PsychINFO, CINAHL Plus, Cochrane Database of Systematic Reviews) sulla mortalità associata a SE convulsivo effettuati tra il 1990 e il 2017.
  • Sono stati inclusi studi con almeno 30 pazienti con SE generalizzato convulsivo o almeno 20 con SE refrattario.
  • Esclusi studi su SE di specifica eziologia o senza precedente epilessia, SE non convulsivo, o in cui si è valutata l’efficacia di una sola modalità di trattamento.
  • Outcome principale: mortalità in ospedale o a 30 giorni, espressa come mortalità proporzionale.
  • Si è voluto determinare se, nei Paesi ad alto reddito, in seguito al cambiamento della definizione e del trattamento di SE, c’è stata una diminuzione della mortalità.

Risultati principali

  • Le analisi sono state condotte su 61 studi (17 paesi).
  • La mortalità proporzionale aggregata è stata di 15,9% (IC 95% 12,7-19,2) negli adulti (30 studi), 3,6% (IC 95% 2,0-5,2%) nei bambini (n=7), 13,0% (IC 95% 7,2-19,0) considerando gli studi con pazienti di tutte le età (n=6) e 17,3% (IC 95% 9,8-24,7) in quelli su adulti con RSE (n=5).
  • L’eterogeneità tra gli studi è sempre stata alta in tutti i gruppi.
  • Non c’è stata differenza nella prognosi di SE tra le 3 regioni del mondo ad alto reddito (Nord America, Europa, Asia/Oceania) nel gruppo di adulti, pediatrico e di tutte le fasce di età.
  • Nonostante negli studi più recenti sembra ci sia una diminuzione della mortalità, non sono state trovate prove del cambiamento nella prognosi col passare degli anni e neanche paragonando gli studi a seconda della definizione di SE.

Limiti dello studio

  • Alta eterogeneità.
  • Pochi studi effettuati prima del 2000 e molti dopo il 2010.
  • Non ci sono dati sul tempo di inizio del trattamento dopo l’insorgenza di SE.

Perché è importante

  • Nel 1999 è stata proposta per la prima volta una definizione operativa di SE per incoraggiare l’intervento terapeutico delle convulsioni a 5 minuti dall’insorgenza invece che a 30 in modo da prevenire i danni neuronali, ma questo non sembra aver migliorato la prognosi.
  • Considerando la grande eterogeneità riscontrata e la possibile influenza di altre variabili (come l’eziologia di SE), è necessario effettuare ulteriori studi.