La malattia diverticolare può aumentare il rischio di tumore polmonare del 50%

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Una nuova ricerca suggerisce che l’aumento del rischio di cancro osservato nei pazienti con malattia diverticolare non si limita al tratto gastrointestinale. Uno studio pubblicato su Journal of the National Cancer Institute rivela che questi pazienti presentano anche un aumento del 50% del rischio di tumore polmonare.

La ricerca ha incluso 75.704 pazienti con diagnosi di malattia diverticolare e istopatologia colorettale e 313.480 pazienti di controllo appaiati della popolazione generale.

Nel corso di un follow-up mediano di 6 anni sono stati osservati 12.846 tumori incidenti nei pazienti con malattia diverticolare e 43.354 nei pazienti di controllo.

I dati indicano che i pazienti con malattia diverticolare presentavano un’incidenza significativamente maggiore di cancro in generale (24,5 vs. 18,1 su 1.000 anni-persona), equivalente a 1 caso aggiuntivo di cancro per ogni 16 soggetti con malattia diverticolare nell’arco di un periodo di 10 anni.

Dopo correzione per le covariate, la diagnosi di malattia diverticolare è risultata aumentare il rischio di cancro di circa il 33%.

Oltre a un aumento previsto del rischio di tumore del colon (71%), lo studio ha rivelato un aumento del 72% del rischio di tumore epatico e un aumento del 62% del rischio di tumore pancreatico. Questi pazienti presentavano inoltre un aumento dei tumori non gastrointestinali; i dati indicano un aumento del 50% del rischio di tumore polmonare.

L’aumento del rischio di tumore colorettale è risultato limitato principalmente al primo anno di follow-up, e specialmente a tumori allo stadio iniziale, ma è stato osservato un aumento persistente del rischio di cancro in generale nel lungo periodo, dovuto principalmente a tumori epatici e polmonari.

Il significativo eccesso di incidenza di cancro è risultato evidente nei pazienti con istopatologia colorettale normale e in quelli con infiammazione/diverticoli o istologia normale.

La pubblicazione della ricerca capita al momento opportuno, dato che un nuovo rapporto presenta un preoccupante aumento della prevalenza delle malattie dell’apparato digerente in tutta Europa.

Lo studio paneuropeo sul carico delle malattie dell’apparato digerente, commissionato dall’organizzazione United European Gastroenterology (UEG), ha indicato che il numero totale di casi incidenti, di decessi e di casi prevalenti è in aumento. Il numero di casi prevalenti è aumentato di oltre un quinto rispetto al 2000; le stime attuali indicano che oltre 300 milioni di persone soffrono di malattie dell’apparato digerente nei Paesi aderenti all’UEG.

I tassi di incidenza o di prevalenza standardizzati per età sono aumentati per diverse malattie dell’apparato digerente specifiche, tra cui epatopatie croniche, pancreatite, malattia da reflusso gastroesofageo, gastrite e duodenite, ileo paralitico e occlusione intestinale, appendicite e disturbi vascolari intestinali.

I tassi di incidenza e di mortalità standardizzati per età sono aumentati per il tumore epatico e pancreatico nella maggior parte dei Paesi europei rispetto al 2000; il consumo di alcol, l’obesità e altri fattori legati allo stile di vita modificabili sono stati identificati come fattori chiave che contribuiscono a gran parte del carico complessivo di questi disturbi dell’apparato digerente.

Il numero di casi e di decessi è aumentato rispetto al 2000 per tutti i tumori dell’apparato digerente, fatto salvo il tumore dello stomaco.

I rapporti dell’UEG suggeriscono la necessità di agire maggiormente su misure preventive per combattere fattori di rischio modificabili come alcol, obesità e fumo.

“La pandemia di COVID-19 ha attirato l’attenzione sulle notevoli disuguaglianze sanitarie presenti all’interno dei Paesi e probabilmente continuerà a presentare sfide per la salute della popolazione nel lungo periodo. I cambiamenti nel consumo di alcol durante la pandemia e le sfide economiche emergenti, come l’aumento dell’inflazione, probabilmente inaspriranno le disuguaglianze sanitarie esistenti, con implicazioni per la salute dell’apparato digerente”, afferma il rapporto.