La dieta mima digiuno contro il tumore della mammella triplo negativo

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Elena Riboldi (Agenzia Zoe)

 

Nuovi esperimenti di laboratorio mostrano il potenziale della cosiddetta “dieta mima digiuno” nel tumore della mammella triplo negativo. I ricercatori dell’Istituto FIRC di Oncologia Molecolare (IFOM) di Milano hanno osservato che questo tipo di protocollo alimentare riduce il numero e la capacità rigenerativa delle cellule staminali e attiva nelle cellule tumorali differenziate alcune vie molecolari che possono essere bloccate da farmaci specifici. Il risultato finale, almeno nel modello animale, è la regressione del tumore con ridotta tossicità.

La dieta mima digiuno (DMD) è un protocollo alimentare in base al quale periodicamente si riduce l’apporto calorico, simulando quindi la situazione di digiuno. In precedenza, il laboratorio “Longevità & Cancro” guidato da Valter Longo in IFOM aveva dimostrato in modelli sperimentali che la DMD aumenta l’efficacia della chemioterapia nel tumore alla mammella triplo negativo. Il nuovo studio, sostenuto dalla Fondazione AIRC e pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, suggerisce che abbinando questa dieta e terapie farmacologiche mirate si possa arrivare anche a far regredire il tumore.

Nei loro esperimenti condotti su topi di laboratorio, i ricercatori hanno scoperto che le cellule staminali all’interno del tumore sono molto sensibili alla riduzione dei livelli di glucosio causata dalla DMD: la dieta riduce sia il numero delle cellule staminali tumorali sia la loro capacità di crescere. In linea con questa scoperta, un’analisi retrospettiva, condotta in collaborazione con l’Istituto Nazionale Tumori di Milano su un campione di un’ottantina di pazienti, ha evidenziato che le pazienti con TNBC metastatico con livelli di zuccheri nel sangue più bassi avevano una sopravvivenza maggiore rispetto a pazienti con più alti livelli di glicemia.

“Tuttavia – spiega Longo – abbiamo notato che utilizzando la DMD come unico intervento si ottiene sì un rallentamento nella progressione tumorale, ma senza arrivare a una completa remissione della malattia, in quanto le cellule tumorali sopravvivono durante il digiuno”. Il passo successivo è stato perciò studiare i meccanismi di sopravvivenza attivati dalle cellule tumorali differenziate. Sono stati identificati con la tecnica dell’RNA seq i pathway molecolari attivati dalle cellule del TNBC per sopravvivere al ridotto apporto nutrizionale, tra cui PI3K/AKT, mTOR, e CDK4/6. Utilizzando farmaci che bloccano questi specifici pathway, già in uso in molteplici sperimentazioni cliniche, i ricercatori hanno osservato una regressione del tumore e un aumento della sopravvivenza degli animali trattati. Inoltre, con la DMD diminuivano gli effetti collaterali dei farmaci, causa di tossicità importanti, indipendentemente dalla crescita del tumore.

“Il nostro studio – conclude Longo – identifica quindi un metodo che, se validato clinicamente in studi clinici con ampie casistiche, potrebbe essere potenzialmente utilizzabile contro molti tipi di tumore. Il metodo consisterebbe nell’usare la tecnica di RNA seq per valutare quali meccanismi di fuga siano stati attivati dalle cellule tumorali per sopravvivere in caso di mancanza di nutrienti”. Ciò permetterebbe di selezionare le terapie farmacologiche che agiscono su quei meccanismi di fuga e indurre la regressione del tumore. In più, la DMD, riducendo le cellule staminali tumorali, consentirebbe di prevenire l’insorgere della resistenza ai farmaci.