La diagnosi di cancro aumenta il rischio di ricovero per cause cardiovascolari?

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Uno studio statunitense a livello nazionale pubblicato sull’European Heart Journal: Quality of Care & Clinical Outcomes riporta che nel periodo 2004–2017 i ricoveri per cause cardiovascolari dei pazienti oncologici sono aumentati del 23,2%, mentre quelli dei pazienti non oncologici sono diminuiti del 10,9%.

I ricoveri sono aumentati costantemente per tutti i tipi di tumore, ad eccezione del tumore prostatico; l’insufficienza cardiaca rappresenta il motivo più comune di ricovero.

“I ricoveri ospedalieri sono molto importanti, perché sappiamo che questa categoria di pazienti sta aumentando di numero, dato che vivono più a lungo e molti dei trattamenti offerti causano malattie cardiovascolari o aumentano il rischio di subire eventi cardiovascolari. Ritengo pertanto che dal punto di vista della pianificazione sanitaria sia davvero importante valutare quale sarà il carico nei prossimi anni”, ha affermato l’autore senior, il Dott. Mamas Mamas della Keele University, Inghilterra.

Per quanto riguarda i medici e la popolazione in generale, ha affermato, i risultati sottolineano la necessità di spostare la discussione dall’affermare che i pazienti oncologici sono a maggior rischio di malattie cardiovascolari a domandarsi come mitigare questo rischio.

I ricercatori hanno utilizzato il database National Inpatient Sample per identificare 42,5 milioni di casi ponderati di ricovero per cause cardiovascolari per infarto miocardico acuto (IMA), embolia polmonare, ictus ischemico, insufficienza cardiaca, fibrillazione atriale (FA) o flutter atriale ed emorragia intracranica dal 2004 al 2017. Tra di essi, 1,9 milioni avevano un’anamnesi di cancro.

Il tipo più comune di tumore sono risultati i tumori ematologici (26,1%), seguiti da tumore polmonare (18,7%), tumore gastrointestinale (12,4%), tumore prostatico (11,6%), tumore mammario (6,7%) e altri tumori (24,4%).

Il tasso di ricovero è aumentato per tutte e sei le cause di ammissione in ospedale, con tassi variabili tra il 7% per IMA e ictus ischemico e il 46% per FA.

L’insufficienza cardiaca è risultata il motivo principale del ricovero tra tutti i pazienti. I tassi annuali su 100.000 abitanti statunitensi sono aumentati per i pazienti oncologici (da 13,6 a 16,6; Ptendenza=0,02) e sono diminuiti per i pazienti non oncologici (da 352,2 a 349,8; Ptendenza<0,001).

“In passato i pazienti avrebbero avviato una terapia farmacologica e forse l’importanza del monitoraggio della funzione ventricolare sinistra non era così ampiamente diffusa, mentre ora siamo molto più aggressivi nel tenerla sotto osservazione e molto più aggressivi nel cercare di prevenirla”, ha affermato il Dott. Mamas. “Ma pur con questa maggiore identificazione e il tentativo di modificare i regimi, stiamo ancora assistendo ad aumenti piuttosto consistenti dei ricoveri per insufficienza cardiaca in questa popolazione. Quello che mi ha davvero sorpreso è che non si tratta solo della popolazione con tumore mammario, ma di quasi tutta la popolazione oncologica”.

Ha osservato che i pazienti sono a maggior rischio di eventi cardiovascolari durante i primi 2 anni dalla diagnosi di cancro. “È questo quindi il momento in cui è necessario essere davvero aggressivi nell’osservare e valutare il profilo cardiovascolare”.

I pazienti con tumori ematologici (9,7–13,5), tumore polmonare (7,4–8,9) e tumore gastrointestinale (4,6–6,3) hanno evidenziato i tassi di ricovero grezzi più elevati di ospedalizzazione per cause cardiovascolari su 100.000 della popolazione statunitense.

Il tasso di ricovero per cause cardiovascolari è aumentato da 2,5 a 3,7 su 100.000 abitanti statunitensi per il tumore mammario, mentre nel tumore prostatico il tasso è sceso da 5,8 a 4,8 su 100.000 abitanti statunitensi.

Va notato che i pazienti con tumori ematologici presentano anche il tasso più elevato di ricovero per insufficienza cardiaca tra tutti i tipi di tumore.

I tassi di mortalità ospedaliera sono risultati più alti nei pazienti oncologici rispetto a quelli non oncologici; variavano dal 5% per le pazienti con tumore mammario al 9,6% per i pazienti con tumore polmonare rispetto al 4,2% per i pazienti non oncologici.

Tra i pazienti oncologici l’odds ratio (OR) per la mortalità è risultato più alto nei pazienti ricoverati per FA (OR=4,43), seguita da embolia polmonare (OR=2,36), IMA (OR=2,31), ictus ischemico (OR=2,29) e insufficienza cardiaca (OR=2,24).

In linea con lavori precedenti e con le tendenze osservate nella popolazione generale, i decessi ospedalieri nei casi di ricovero primario per cause cardiovascolari hanno evidenziato una tendenza alla diminuzione nei pazienti oncologici durante il periodo dello studio.

Gli autori non riferiscono alcun finanziamento per lo studio o relazione finanziaria rilevante.