La combinazione nivolumab-docetaxel evidenzia risposta nell’mCRPC

  • Fizazi K & al.
  • Eur J Cancer

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Nivolumab più docetaxel evidenziano una buona risposta nei pazienti affetti da tumore prostatico resistente alla castrazione metastatico (metastatic castration-resistant prostate cancer, mCRPC) naïve alla chemioterapia.

Perché è importante

  • In questo quadro è attualmente in corso la sperimentazione di fase 3 CheckMate 7DX.

Disegno dello studio

  • Sperimentazione di fase 2 CheckMate 9KD di 84 pazienti (coorte B) affetti da mCRPC naïve alla chemioterapia che avevano ricevuto terapia di deprivazione androgenica (androgen deprivation therapy, ADT) e ≤2 precedenti nuove terapie ormonali (novel hormonal therapy, NHT), trattati con nivolumab e docetaxel con prednisone seguiti da terapia di mantenimento con nivolumab per ≤2 anni.
  • Finanziamento: Bristol Myers Squibb.

Risultati principali

  • Il tasso di risposta complessiva (overall response rate, ORR) confermato è stato del 40,0%.
  • Il tempo mediano alla risposta obiettiva è stato di 2,0 mesi e la durata mediana della risposta è stata di 7,0 mesi.
  • Il tasso di risposta PSA50 (riduzione ≥50% del PSA) confermata è stato del 46,9%.
  • La sopravvivenza libera da progressione (progression-free survival, PFS) e la sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) radiografiche mediane sono risultate rispettivamente di 9,0 mesi (IC 95%, 8,0–11,6 mesi) e di 18,2 mesi (IC 95%, 14,6–20,7 mesi).
  • Nei sottogruppi di pazienti che avevano ricevuto precedenti NHT rispetto a quelli che non le avevano ricevute:
    • l’ORR è risultato del 38,7% rispetto al 42,9%;
    • il tasso di risposta PSA50 è stato del 39,6% rispetto al 60,7%;
    • la PFS radiografica mediana è stata di 8,5 rispetto a 12,0 mesi;
    • la OS mediana è stata di 16,2 mesi rispetto a non raggiunta.
  • Il tasso di eventi avversi correlati al trattamento di grado 3–4 è stato del 47,6%; il più comune è stato neutropenia (16,7%).
  • La tossicità immuno-mediata di grado 3–4 più comune è stata la polmonite (4,8%).
  • Sono stati riportati 3 decessi correlati al trattamento.

Limiti

  • Studio non randomizzato.