La combinazione meropenem-vaborbactam è efficace nelle infezioni complicate delle vie urinarie


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Messaggi chiave

  • Il trattamento con meropenem-vaborbactam non è inferiore al trattamento con piperacillina-tazobactam nel migliorare/risolvere i sintomi e nell’eradicare il patogeno nei pazienti con infezioni delle vie urinarie (IVU) complicate, pielonefriti acute incluse.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio di fase 3 multicentrico (60 centri di 17 paesi tra cui l’Italia) in doppio cieco TANGO I ha coinvolto 550 pazienti adulti con IVU complicate o pielonefrite acuta.
  • I pazienti sono stati randomizzati (stratificazione per regione geografica e tipo di infezione) in due gruppi: un gruppo (MV, n=274) è stato trattato con meropenem-vaborbactam 2g/2g in 3h ogni 8h; un gruppo (PT, n=276) è stato trattato con piperacillina-tazobactam 4g/0,5g in 30 min. ogni 8h.
  • Dopo almeno 15 dosi i pazienti passavano a levofloxacina orale per completare 10 giorni di trattamento totale.
  • L’endpoint primario per l’FDA era il successo complessivo (endpoint composito: miglioramento o risoluzione dei sintomi e riduzione della carica batterica a valori 4 CFU/ml urina) alla fine del trattamento i.v. nei pazienti che avevano ricevuto almeno 1 dose e avevano 1 o più patogeni con valori alla baseline >105 CFU/ml urina.
  • L’endpoint primario per l’EMA era una riduzione della carica batterica a valori 3 CFU/ml urina alla visita effettuata 7 giorni dopo la fine del trattamento nei pazienti che avevano ricevuto almeno 1 dose e avevano 1 o più patogeni con valori alla baseline >105 CFU/ml urina e in quelli che avevano un outcome clinico e microbiologico alla fine del trattamento i.v.
  • Fonte di finanziamento: Rempex Pharmaceuticals.

 

Risultati principali

  • La durata media del trattamento è stata di 8 giorni in entrambi i gruppi.
  • Il successo complessivo si è verificato nel 98,4% dei pazienti del gruppo MV e nel 94,0% nei pazienti del gruppo PT (differenza 4,5%; IC95% 0,7-9,1%; P
  • L’eradicazione del patogeno è stata ottenuta nel 66,7% dei pazienti del gruppo MV e nel 57,7% dei pazienti del gruppo PT (differenza 9,0%; IC95% da -0,9 a 18,7%; P
  • Sono stati riportati eventi avversi nel 39,0% dei pazienti del gruppo MV e nel 35,5% dei pazienti del gruppo PT; il trattamento è stato interrotto per eventi avversi dal 2,6% dei pazienti del gruppo MV e dal 5,1% dei pazienti del gruppo PT.

 

Limiti dello studio

  • Il 31% dei pazienti arruolati non è stato incluso nell’analisi perché la carica batterica alla baseline era 5 CFU/ml urina.

 

Perché è importante

  • L’OMS ha identificato come una necessità lo sviluppo di nuove terapie contro le Enterobacteriacee resistenti ai carbapenemi, responsabili di gravi IVU, generalmente contratte in ambienti sanitari.
  • Il vaborbactam è un inibitore delle beta-lattamasi ad ampio spettro che, in combinazione con l’antibiotico carbopenemico meropenem, si è dimostrato attivo contro le Enterobacteriacee in vitro e in modelli pre-clinici.
  • La combinazione meropenem-vaborbactam non è risultata inferiore alla combinazione piperacillina-tazobactam, di provata efficacia nelle IVU da Enterobacteriacee, e potrebbe offrire un vantaggio clinico in alcuni pazienti.