La buprenorfina è il farmaco di elezione nella sindrome da astinenza neonatale?


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Nella classifica (ranking) dei farmaci per il trattamento della sindrome da astinenza neonatale generata da una metanalisi a rete, la buprenorfina sublinguale è al primo posto per breve durata del trattamento e del ricovero ospedaliero.
  • I trattamenti che si classificano peggio sono le monoterapie con morfina e fenobarbital.
  • Sarebbe opportuno valutare la superiorità della buprenorfina, e probabilmente anche della clonidina che si è classificata al secondo posto, in studi randomizzati opportunamente disegnati.

 

Descrizione dello studio

  • Grazie a una revisione sistematica della letteratura sono stati identificati 18 studi randomizzati in cui erano stati testati trattamenti farmacologici da soli o in combinazione con trattamenti adiuvanti su neonati con sindrome da astinenza neonatale (n=1.072).
  • I dati sono stati aggregati usando un modello a effetti fissi.
  • L’esito primario della metanalisi a rete era la durata del trattamento; gli esiti secondari includevano la durata del ricovero ospedaliero.
  • Sono stati inclusi nell’analisi: buprenorfina, clonidina, tintura di oppio diluita, morfina, metadone, fenobarbital.
  • Fonte di finanziamento: Canadian Institutes of Health Research.

 

Risultati principali

  • La buprenorfina sublinguale si è rivelata il trattamento ottimale per minore durata di trattamento (-12,75 giorni [IC95% da -17,97 a -7,58] rispetto alla morfina) e minore durata di ricovero ospedaliero (-11,43 giorni [da -16,95 a -5,82] rispetto alla morfina).
  • Al secondo posto si è classificata la clonidina, mentre morfina e fenobarbital sono risultati in fondo alla classifica.

 

Limiti dello studio

  • Gli intervalli di credibilità erano ampi.
  • Gli studi inclusi nella metanalisi avevano metodi eterogenei e alcuni non erano in cieco.
  • L’analisi non è stata corretta per fattori non farmacologici (es. allattamento al seno).

 

Perché è importante

  • Gli studi randomizzati confrontano l’efficacia di un farmaco rispetto a quella del placebo o di un comparatore attivo, una metanalisi a rete degli studi randomizzati permette confronti multipli.
  • Due studi recenti hanno suggerito che anche il metadone sia da preferire alla morfina.
  • La clonidina, usata oggi come terapia aggiuntiva e non in monoterapia, avrebbe il vantaggio di non essere un oppiaceo.
  • Per un’adozione su larga scala è necessario che vengano condotti grandi studi multicentrici che confrontino direttamente la buprenorfina e la clonidina con il metadone.