L’uso di cannabis in gravidanza si associa a un maggior rischio di parto prematuro


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

 

  • La cannabis in gravidanza sembra aumentare il rischio di nascita pretermine e peggiorare complessivamente gli esiti perinatali e neonatali.
  • Sembra esserci però un blando effetto protettivo della cannabis su preeclampsia e diabete gestazionale.

 

Descrizione dello studio

 

  • Studio di coorte retrospettivo basato sui nati vivi e morti in Ontario, Canada, tra l’aprile 2012 e il dicembre 2017.
  • L'esito primario era la nascita pretermine prima della 37esima settimana, tenendo conto di quattro fasce di età gestazionale, da “late preterm” (se avvenuta tra la 34esima e la 36esima settimana e 6 giorni) a molto prematura (prima della 28esima).
  • Come esiti secondari, sono stati valutati età gestazionale, eventuale distacco della placenta, trasferimento in terapia intensiva neonatale e indice di Apgar inferiore a 4.
  • Modelli di regressione hanno stimato la differenza di rischio (RD) e il rischio relativo (RR) di esiti associati all'esposizione alla cannabis.

 

Risultati principali

 

  • Su 661.617 donne, l'età media gestazionale era di 39,3 settimane.
  • Le madri avevano un'età media di 30,4 anni e 9.427 (1,4%) riferivano uso di cannabis durante la gravidanza.
  • Tra coloro che facevano uso di cannabis e chi non ne faceva, sono state evidenziate differenze significative circa alcune caratteristiche tra cui età, condizione socioeconomica, utilizzo di altre sostanze compreso alcol.
  • Il tasso grezzo di parto pretermine è stato del 6,1% tra le donne che non facevano uso di cannabis e del 12,0% tra le altre (RD 5,88%, IC 95% 5,22% - 6,54%).
  • Considerando però l’età della madre, la storia ostetrica e l’uso di altre sostanze e alcol, i rischi per nascita pretermine associati alla cannabis diminuivano: RD 2,98% (IC 95%, 2,63% -3,34%) e RR 1,41 (IC 95%, 1,36-1,47).
  • L'esposizione alla cannabis è risultata significativamente associata a una maggiore frequenza di neonati piccoli per l'età gestazionale (terzo percentile 6,1% vs 4,0%, RR 1,53 IC 95% 1,45-1,61), distacco di placenta (1,6% vs 0,9 %, RR 1,72 IC 95% 1,54-1,92), trasferimento in terapia intensiva neonatale (19,3% vs 13,8%, RR 1,40 IC 95%, 1,36-1,44) e punteggio Apgar inferiore a 4 (1,1% vs 0,9%, RR 1,28 IC 95% 1,13-1,45).
  • Esiste una piccola associazione protettiva statisticamente significativa tra esposizione alla cannabis e preeclampsia (RR, 0,90 IC 95% 0,86-0,95) e diabete gestazionale (RR, 0,91 IC 95% 0,86-0,96).

 

Limiti dello studio

 

  • Il consumo di cannabis in gravidanza era riferito dalle donne, senza un controllo mediante test delle urine.
  • Nessuna informazione sulla frequenza, durata o trimestre in cui la donna ha fatto uso della sostanza.

 

Perché è importante

 

  • L’uso di cannabis durante la gravidanza risulta un fenomeno in aumento, e ancora poco è noto circa l’effetto sul nascituro.