L’ormone della crescita nell’infanzia influenza la mortalità?


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti trattati durante l’infanzia con ormone della crescita umano ricombinante, il trattamento non è risultato associato a incrementi nella mortalità per tutte le cause nei soggetti a basso rischio con carenza isolata dell'ormone e bassa statura idiopatica.
  • In questo gruppo resta aperta la possibilità di un incremento della mortalità legata a cause specifiche.
  • L’aumento della mortalità osservato nei pazienti già a rischio elevato a causa di condizioni sottostanti è probabilmente legato proprio a tali condizioni.
  • I risultati sono rassicuranti, ma date le limitazioni dello studio è importante continuare a seguire i pazienti trattati nell’infanzia con ormone della crescita per identificare eventuali rischi a lungo termine.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di coorte ha coinvolto 24.232 soggetti trattati con ormone della crescita durante l’infanzia e provenienti da 8 paesi europei, con un follow-up di di oltre 400.000 anni-paziente.
  • Sulla base del rischio di mortalità pre-trattamento legata a malattie sottostanti, i pazienti sono stati classificati a priori in diversi gruppi di rischio.
  • I partecipanti sono stati seguiti per la mortalità per tutte le cause e per cause specifiche.
  • Sono stati calcolati i rapporti standardizzati di mortalità (SMR).
  • Fonte di finanziamento: Unione Europea.

Risultati principali

  • Nei pazienti a basso rischio con carenza isolata di ormone della crescita e bassa statura idiopatica, non è stato osservato un incremento significativo del rischio di mortalità per tutte le cause (SMR 1,1; IC95% 0,9-1,3).
  • In un’analisi condotta su tutti i paesi coinvolti, è stato osservato un incremento significativo della mortalità per tutte le cause in bambini nati piccoli per l’età gestazionale (SMR 1,5), ma il risultato è legato soprattutto ai dati della coorte francese.
  • Anche nei pazienti a rischio moderato o alto è stato osservato un incremento significativo della mortalità (SMR 3,8 e 17,1; rispettivamente).
  • In nessuno dei gruppi di rischio è stata osservata un’associazione tra mortalità e dosi medie giornaliere o cumulative di ormone della crescita ricombinante.
  • In tutti i gruppi di rischio è stato invece osservato un aumento della mortalità per maattie circolatorie ed ematologiche.

Limiti dello studio

  • Manca un gruppo di controllo non trattato.
  • Non è stato possibile tener conto di tutti i fattori confondenti.
  • Non è possibile escludere una certa eterogeneità tra i dati legata alle pratiche diagnostiche e terapeutiche in atto nei diversi paesi coinvolti.

Perché è importante

  • L’ormone della crescita umano ricombinante è stato utilizzato per oltre 30 anni per diverse indicazioni.
  • Non mancano dubbi su un potenziale incremento della mortalità legato al trattamento, ma i dati in merito non sono conclusivi.
  • È importante ottenere dati certi sugli effetti del trattamento nel lungo periodo.