L’obesità si associa a un maggior rischio di sclerosi multipla pediatrica


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • L’analisi dei dati raccolti da un centro in Germania di 453 pazienti affetti da sclerosi multipla (MS) pediatrica conferma l’associazione tra l’obesità e l’aumento del rischio di incorrere nella patologia.
  • Rispetto ai pazienti non in sovrappeso, i pazienti obesi hanno una risposta peggiore ai farmaci di prima linea (interferone beta e glatiramer acetato) e una probabilità maggiore di passare a un trattamento di seconda linea.
  • L’indice di massa corporea (BMI) misurato alla diagnosi di MS non sembra essere associato all’attività della malattia.

Descrizione dello studio

  • Sono stati usati dati ricavati da database e cartelle cliniche del Center for MS in Childhood and Adolescence (Germania), un centro terziario di riferimento per la MS pediatrica.
  • Sono stati inclusi pazienti con MS recidivante-remittente con insorgenza prima dei 18 anni (1990-2016), misurazione del BMI entro 6 mesi dalla diagnosi e durata media di malattia di 38,4 mesi.
  • I BMI sono stati stratificati per età e sesso tramite i riferimenti tedeschi e per le stime di OR sono stati confrontati con quelli di 14.747 bambini sani (3-17 anni) partecipanti a un sondaggio nazionale (2003-2006).
  • È stato eseguito un confronto tra pazienti divisi in categorie di peso: non in sovrappeso (BMI≤90° percentile), sovrappeso (BMI 90°-97° percentile) e obesi (BMI>97 percentile).

Risultati principali

  • Sono stati inclusi 453 pazienti: 306 (67,5%) femmine, età media (SD) alla diagnosi 13,7 (2,7) anni.
  • Alla diagnosi, 126 partecipanti (27,8%) erano in sovrappeso (59; 13,0%) o obesi (67; 14,8%).
  • L’obesità è stata associata in modo statisticamente significativo a un aumento di odd di MS in entrambi i sessi (ragazze OR 2,19; IC 95% 1,5-3,1; P
  • Rispetto ai pazienti non in sovrappeso, i pazienti obesi hanno avuto più ricadute durante il trattamento di prima linea con interferone beta e glatiramer acetato (tasso annuale di ricadute [ARR] 1,29; IC 95% 1,1-1,6 contro 0,72; IC 95% 0,6-0,8; P
  • Il BMI non è stato associato ai risultati della risonanza magnetica al basale, all'intervallo tra primo e secondo attacco di MS, a ricadute prima del trattamento, a progressione del punteggio su Scala di Invalidità Espansa (EDSS).

Limiti dello studio

  • È possibile che al centro siano presenti pazienti con MS meno benigna e che le ricadute siano state trattate in altri ospedali.
  • Il BMI non riflette quello precedente alla malattia.
  • Non considerati altri fattori di rischio per MS, come livelli di vitamina D, esposizione al virus Epstein-Barr o fattori genetici.
  • Dati risonanza magnetica basati su conta delle lesioni, breve follow-up e punteggio EDSS basso.

Perché è importante

  • Studi precedenti hanno suggerito che sia tra gli adulti sia nella fascia di età pediatrica esista un’associazione tra la MS e obesità, la cui prevalenza è in aumento in tutto il mondo.
  • I risultati indicano che nei pazienti obesi i fattori farmacocinetici sono probabilmente associati alla risposta al trattamento, suggerendo che un peso sano o un aggiustamento del dosaggio dei farmaci in base al BMI possa migliorare gli esiti.