L’intervento ha esiti migliori se il tumore del colon è stato scoperto con lo screening


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Messaggi chiave

  •  In Olanda, gli esiti postoperatori dei pazienti sottoposti a resezione del tumore del colon diagnosticato grazie al programma di screening nazionale sono significativamente migliori di quelli dei pazienti il cui tumore è stato diagnosticato al di fuori del programma di screening.
  • Nel caso del tumore del retto, non emerge un’associazione tra screening ed esiti dell’intervento.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha analizzato i dati contenuti nel Dutch ColoRectal Audit (DCRA), un sistema che raccoglie le informazioni relative a paziente, tumore, trattamento ed esiti a breve termine (30 giorni) di ogni resezione di tumore del colon-retto (tumore primario) effettuata in Olanda.
  • L’analisi ha interessato i pazienti sottoposti a resezione tra il 2011 e il 2016 per tumore del colon (n=36.242) o del retto (n=17.416).
  • Sono stati valutati esiti postoperatori, mortalità e complicanze.
  • È stato confrontato il rischio di esiti sfavorevoli dei pazienti a cui il tumore è stato diagnosticato grazie al programma di screening mediante test immunochimico per la ricerca del sangue occulto nelle feci (screen detected, SD) con quello dei pazienti con tumore diagnosticato al di fuori del programma di screening (not screen detected, NSD).
  • Per l’analisi statistica sono stati utilizzati modelli di regressione lineare univariata e multivariata.

 

Risultati principali

  • Rispetto ai pazienti con tumore NSD, i pazienti con tumore SD erano più giovani (68±5 contro 70±11 anni), in proporzione maggiore di sesso maschile (60% contro 57%) e avevano un rischio anestesiologico più basso (classificazione ASA III+: 13% contro 23%).
  • I pazienti con tumore del colon in stadio I-III SD avevano una mortalità più bassa e un tasso di complicanze più basso di quelli NSD; risultati simili, ma non significativi erano osservabili nei pazienti in stadio IV.
  • Nel tumore del retto, l’unica differenza statisticamente significativa era nella mortalità dei pazienti con tumore in stadio IV che era più alta nel gruppo SD (gli eventi però erano pochi).
  • Rispetto al tumore del colon NSD, il tumore del colon SD risultava associato in modo indipendente con complicanze non chirurgiche (OR corretto [adjOR] 0,81; IC95% 0,73-0,91), complicanze chirurgiche (adjOR 0,80; 0,72-0,89) e decorso complicato (adjOR 0,80; 0,71-0,90).

 

Limiti dello studio

  • L’analisi potrebbe non avere tenuto conto di alcuni fattori confondenti rilevanti.

 

Perché è importante

  • In Olanda la percentuale di individui che aderiscono al programma di screening per il tumore del colon-retto è piuttosto alta: il 73% nel 2016 (in Italia, il valore medio è 45%, con una forte disparità tra regioni del Nord e del Sud).
  • Gli esiti postoperatori dei pazienti con tumore del colon SD risultano significativamente migliori anche dopo un’estesa correzione case-mix dell’analisi, il che implica l’esistenza di fattori che favoriscono i pazienti avviati all’intervento chirurgico grazie al programma di screening.
  • In futuro gli studi sugli esiti chirurgici del trattamento del cancro del colon dovrebbero considerare tra le variabili se il tumore è SD o NSD.
  • L’assenza di differenze significative tra tumori SD e NSD nel caso del tumore del retto potrebbe essere spiegata dal fatto che il tumore del retto diventa sintomatico a uno stadio più precoce rispetto a quello del colon e questo potrebbe ridurre le differenze legate alla diagnosi via screening.