L’incidenza della sindrome da distress respiratorio acuto nei bambini è più alta di quanto ipotizzato


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Se per identificare i casi di sindrome da distress respiratorio acuto (Acute Respiratory Distress Syndrome, ARDS) nei bambini si utilizza la definizione della Pediatric Acute Lung Injury Consensus Conference (PALICC) invece della definizione dell’American European Consensus Conference (definizione di Berlino), la sua incidenza risulta più alta.
  • La gravità dell’ARDS a 6 ore dalla diagnosi definita secondo i criteri PALICC migliora la stratificazione dei pazienti per il rischio di mortalità in terapia intensiva.

 

Descrizione dello studio

  • Lo studio osservazionale trasversale PARDS ha coinvolto 145 unità di terapia intensiva (UTI) pediatriche in 27 Paesi; sono stati considerati per l’arruolamento tutti i bambini ricoverati in UTI in un periodo di 5 giorni consecutivi in 10 distinte settimane tra maggio 2016 e giugno 2017.
  • Sono stati arruolati i bambini che avevano una nuova diagnosi di ARDS secondo i criteri PALICC.
  • Sono state raccolte informazioni su: caratteristiche dell’UTI, dati demografici del paziente, elementi relativi all’ARDS, comorbilità, imaging del torace, emogas, pulsossimetria.
  • L’esito primario era la mortalità in UTI.
  • Fonti di finanziamento: Children’s Hospital Los Angeles, University of Southern California, Sainte Justine Children’s Hospital, University of Montreal.

 

Risultati principali

  • Nelle 10 settimane di studio sono stati ricoverati in UTI 23.280 pazienti, a 744 dei quali (3,2%) è stata diagnosticata l’ARDS con una mortalità pari al 17% (IC95% 14-20%).
  • Solo il 32% dei pazienti che rispondevano ai criteri PALICC rispondevano anche ai criteri di Berlino e in questi la mortalità era pari al 27%.
  • Basando la stratificazione sulla gravità dell’ipossiemia alla diagnosi, la mortalità era simile tra i pazienti che erano stati ventilati in modo non invasivo e con ARDS lieve o moderata (10-15%), ma era più alta per quelli con ARDS severa (33%; P
  • Il 50% dei pazienti ventilati in modo non invasivo sono stati intubati, con una mortalità pari al 25%.
  • Usando i criteri PALICC per definire l’ARDS, la gravità dell’ARDS a 6 ore dalla diagnosi iniziale discriminava meglio la mortalità della gravità dell’ARDS alla diagnosi (AUC 0,69 [IC95% 0,62-0,76] contro 0,64 [0,58-0,71]) ed era significativamente superiore alla severità a 6 ore secondo i criteri di Berlino (AUC 0,64; 0,58-0,70; P=0,01).

 

Limiti dello studio

  • Sono stati arruolati i pazienti che soddisfacevano i criteri PALICC, non si possono trarre conclusioni sui pazienti che soddisfacevano quelli di Berlino ma non quelli PALICC.

 

Perché è importante

  • Solo recentemente sono stati definiti criteri diagnostici specifici per l’ARDS in età pediatrica.
  • Questo è il primo studio a valutare incidenza ed esiti dell’ARDS in età pediatrica definita secondo i criteri PALICC.
  • In base a questo studio l’ARDS interessa il 3% dei bambini ricoverati in terapia intensiva e si associa al 17% di mortalità.
  • La definizione di PALICC raccomanda di usare l’indice di ossigenazione per classificare la severità dell’ARDS e infatti la mortalità raggiunge il 30% nei pazienti con ipossiemia severa.
  • Dallo studio emerge che i pazienti ventilati in modo non invasivo hanno un alto tasso di intubazione e mortalità e non andrebbero considerati come pazienti con ARDS lieve come proposto dalla definizione di Berlino.