L’etichetta di “cancro” a lesioni a basso rischio può portare fuori strada


  • Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Usare il termine “cancro” per lesioni a basso rischio può influenzare in maniera sostanziale le decisioni prese dal paziente.
  • A parità di altre condizioni, i partecipanti allo studio preferivano un rischio di progressione della malattia del 5% rispetto a un rischio dell’1%, pur di avere una lesione chiamata “nodulo” invece che “cancro”.
  • Medici e operatori sanitari dovrebbero quindi aiutare i pazienti a prendere le migliori decisioni.

Descrizione dello studio

  • In un’indagine online è stato chiesto a 1.314 cittadini residenti negli Stati Uniti di scegliere uno dei due scenari in una serie di 8 coppie di situazioni ipotetiche, in cui era descritto il riscontro casuale di una piccola lesione alla tiroide.
  • Nei diversi scenari cambiava la denominazione della lesione (nodulo, tumore, cancro), il suo trattamento (sorveglianza attiva o emitiroidectomia) e il rischio di progressione o recidiva (0%, 1%, 2% o 5%).
  • La preferenza per l’etichetta di “cancro” è stata soppesata con quelle per gli altri attributi.

Risultati principali

  • Hanno risposto 1.068 persone sostanzialmente sane (605 donne e 463 uomini, età mediana 35 anni, range 18-78).
  • In generale l’etichetta di cancro è stato il fattore che ha più condizionato la scelta del partecipante, indipendentemente dal trattamento offerto e dal rischio di progressione, tanto da far preferire un rischio di progressione/recidiva del 4% in più, pur di avere l’etichetta di “nodulo” invece che di “cancro”.
  • L’entità della preferenza per l’espressione “nodulo” invece che cancro equivale alla preferenza per la sorveglianza attiva rispetto all’intervento.

 

Perché è importante

  • La proposta di modificare la denominazione di tumori epiteliali a basso rischio come il carcinoma papillare della tiroide potrebbe ridurre i maniera significativa il carico di trattamenti eccessivi.