L’esposizione a formaldeide influenza il rischio di linfoma?


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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Secondo i risultati di una metanalisi recentemente pubblicata su BMC Cancer, i lavoratori che entrano in contatto con formaldeide per ragioni professionali non vanno incontro a un aumento del rischio di linfoma non-Hodgkin (NHL). “La formaldeide è una sostanza chimica ampiamente utilizzata in diversi settori produttivi, dall’industria del mobile a quella tessile” spiegano gli autori dello studio, guidati da Simona Catalani dell’Università di Brescia e Francesca Donato dell’Università di Torino. “L’esposizione a concentrazioni relativamente elevate è stata associata allo sviluppo di tumore del naso in modelli animali e nell’uomo sono state riportate associazioni tra esposizione professionale e rischio di diversi tumori” aggiungono, ricordando che l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) pone la formaldeide in classe 1, ovvero tra le sostanze cancerogene per l’uomo.

Ma se per alcuni tumori solidi i dati a sostegno di un legame tra formaldeide e cancro sono più forti, per leucemie e linfomi i dubbi sono maggiori e anche per questa ragione i ricercatori hanno portato avanti la revisione della letteratura identificando 12 studi inclusi poi in una metanalisi.

I risultati non hanno mostrato l’esistenza di un’associazione tra formaldeide e LNH (rischio relativo 0,93), né differenze tra i diversi livelli di esposizione. Le analisi suggeriscono però che i rischi relativi più elevati sono presenti negli studi pubblicati prima del 1986, mentre in quelli successivi non emergono associazioni. “Questo potrebbe essere legato a una maggiore esposizione professionale a formaldeide in passato, ma più probabilmente è dovuto a maggiori bias negli studi più datati” spiegano i ricercatori che poi concludono: “L’analisi dei bias di pubblicazione supporta ulteriormente l’assenza di associazione tra esposizione professionale a formaldeide e rischio di NHL”.