L’esofagectomia minimamente invasiva presenta svantaggi nella pratica clinica reale

  • Markar SR & al.
  • J Clin Oncol
  • 18/05/2020

  • Jim Kling
  • Univadis Clinical Summaries
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Conclusioni

  • In un’analisi nella pratica clinica reale, l’esofagectomia minimamente invasiva (minimally invasive esophagectomy, MIE) risulta associata a un aumento delle complicanze polmonari e delle ripetizioni degli interventi rispetto alle procedure a cielo aperto.

Perché è importante

  • Questi risultati contrastano con quelli della sperimentazione TIME, che ha riscontrato meno complicanze polmonari con la MIE.

Disegno dello studio

  • Analisi della sperimentazione TIME originale (n=115) assieme ai dati ottenuti dall’insieme di dati Dutch Upper GI Cancer Audit (DUCA) (n=4.605).
  • Finanziamento: National Institute for Health Research.

Risultati principali

  • Nella sperimentazione TIME, la MIE era associata a meno complicanze polmonari (OR=0,19; IC 95%, 0,06-0,61).
  • Dopo la correzione per fattori associati al paziente e al tumore e l’anno dell’intervento chirurgico, un’analisi dell’insieme di dati nazionali DUCA ha indicato che, rispetto all’intervento chirurgico a cielo aperto, la MIE era associata (OR; IC 95%) a un numero maggiore di complicanze postoperatorie (1,36; 1,19-1,57); nello specifico:
    • complicanze polmonari, 1,50 (1,29-1,74);
    • ripetizione dell’intervento, 1,74 (1,42-2,14);
    • complicanze di grado Clavien-Dindo ≥3, 1,63 (1,15-2,31); 
    • durata del ricovero ospedaliero, coefficiente di 4,80 (4,15-5,45).
  • La MIE era associata a un numero medio maggiore di linfonodi asportati (coefficiente di 3,31; IC 95%, 1,62-5,00).
  • I pazienti che avevano ricevuto chemioradioterapia neoadiuvante presentavano tendenze simili con MIE e chirurgia a cielo aperto.

Limiti

  • Analisi retrospettiva.