L’EAU raccomanda la terapia adiuvante con pembrolizumab per l’RCC ad alto rischio

  • Bedke J & et al.
  • Eur Urol

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • La European Association of Urology (EAU) ha emanato una raccomandazione debole riguardante l’uso di terapia adiuvante con inibitori del checkpoint immunitario per il trattamento dei pazienti affetti da carcinoma a cellule renali a cellule chiare (clear cell renal cell carcinoma, ccRCC) ad alto rischio.

Perché è importante

  • Il trattamento adiuvante della malattia ad alto rischio non metastatica rappresenta un’esigenza medica insoddisfatta.

Principali raccomandazioni

  • L’EAU emana una raccomandazione debole riguardante l’uso di pembrolizumab in pazienti: 
    • a rischio intermedio (stadio pT2, grado 4 o tumore sarcomatoide, stadio N0 M0; oppure stadio pT3, qualsiasi grado, stadio N0 M0);
    • ad alto rischio (stadio pT4, qualsiasi grado, stadio N0 M0; oppure qualsiasi stadio pT, qualsiasi grado o stadio N+ M0);
    • con malattia in stadio M1 (nessuna evidenza di malattia dopo il tumore primitivo più metastasi nei tessuti molli sottoposte a resezione completa ≤1 anno dopo la nefrectomia).
  • La raccomandazione si basa sulla sperimentazione Keynote-564 di 994 pazienti.
    • La sopravvivenza libera da malattia (disease-free survival, DFS) è migliorata significativamente con la terapia adiuvante a base di pembrolizumab rispetto al placebo dopo un follow-up mediano di 24,1 mesi (HR=0,68; P=0,001).
    • I dati relativi alla sopravvivenza complessiva (overall survival, OS) non sono maturi.
    • La DFS stimata a 24 mesi è risultata del 77% con pembrolizumab e del 68% con placebo.