L’assistenza dell’ictus in ospedale può ancora migliorare


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • L’analisi dei dati del registro nazionale Get With the Guidelines-Stroke mostra che 2008 al 2018 c’è stato un aumento delle segnalazioni di ictus con esordio in ospedale, il quale è stato sempre più trattato con terapia di riperfusione.
  • Nei pazienti con ictus in ospedale, nel corso dei 10 anni il ricorso alla trombolisi  (ITV) è raddoppiato e quello alla terapia endovascolare (EDV) è aumentato progressivamente dopo il 2015.
  • Tuttavia, questi pazienti sono stati associati a tempi più lunghi per l’imaging e l’inizio del trattamento e a outcome peggiori rispetto ai pazienti con esordio di ictus fuori dall’ospedale.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di coorte retrospettivo ha analizzato i dati di 267.956 pazienti sottoposti a terapia di riperfusione per ictus con esordio in o fuori l’ospedale segnalati nel registro Get With the Guidelines-Stroke da gennaio 2008 a settembre 2018.
  • Si sono analizzati i trend temporali della modalità di riperfusione, le misure dei processi di qualità e l’associazione tra gli outcome funzionali e le caratteristiche, le comorbidità e i trattamenti dei pazienti.
  • Fonti di finanziamento: American Heart Association.

Risultati principali

  • I pazienti con ictus in ospedale erano 67.493, di cui 10.481 (15,5%) trattati con IVT e 2.494 (3,7%) con EVT.
  • È stato osservato un maggior tasso di fattori di rischio vascolare (differenza media standardizzata>10%), ma nessuna differenza significativa di età o sesso, nei pazienti sottoposti solo a ITV (età media [intervallo interquartile {IQR}], 72 [80-62] anni; 53,2% donne) o a EDV (età media [IQR], 69 [59-79] anni; 49,8% donne).
  • Dal 2008 al 2018, è aumentata la percentuale di ictus avvenuti in ospedale su tutte le dimissioni ospedaliere per ictus ischemico acuto ( da 2,7% a 3,5%; P
  • Rispetto ai pazienti trattati con ITV che avevano avuto un ictus fuori dall’ospedale, in quelli con ictus in ospedale si è osservato un tempo mediano (IQR) più lungo dal sospetto diagnostico all’imaging cerebrale (33 [18-60] contro 16 [9-26] minuti; P
  • In analisi aggiustate sui pazienti trattati con IVT, quelli con ictus in ospedale avevano meno probabilità di deambulare in modo indipendente alla dimissione (OR aggiustato 0,78; P
  • Risultati simili si sono ottenuti dal confronto dei pazienti trattati con EVT.

Limiti dello studio

  • Sono stati analizzati solo gli ospedali che partecipano volontariamente al registro.
  • Possibile bias di selezione.
  • Per gli ictus fuori dall’ospedale vi è un sistema di notifica prima dell’arrivo.
  • Mancano indicazioni sul motivo di ricovero dei pazienti con esordio di ictus in ospedale.

Perché è importante

  • Esistono ancora disparità nella cura dei pazienti con ictus fuori dall’ospedale e quelli con l’esordio in ospedale.
  • Vi sono opportunità per migliorare l’assistenza all’ictus in ospedale, anche attraverso protocolli dedicati.