L'America a Cremona, progetto per pazienti 'condivisi' con New York


  • Adnkronos Salute
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Milano, 26 nov. (AdnKronos Salute) - L'America a Cremona, e viceversa. Obiettivo: abbattere le frontiere nelle cure innovative e di precisione contro il cancro, azzerando oceani e distanze chilometriche. Con un programma che permetterà di 'condividere' pazienti in rete con New York, perfezionare la diagnosi genetica dei tumori e offrire una 'second opinion 4.0'. Sono i pilastri su cui poggia il progetto italo-americano 'Mozart' (Molecular Aberrations related to Resistance/Responsiveness to Novel Drugs in Metastatic Solid Tumors), lanciato dall'Azienda socio-sanitaria territoriale (Asst) di Cremona, con il supporto anche dell'università di Trieste, e il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York (Mskcc).

Presentato oggi a Milano, il programma parte con 50-70 donne con tumori femminili di diversa natura seguite nelle due strutture italiane coinvolte e altre 10-20 pazienti con tumori solidi selezionati. Ma l'auspicio, spiegano i promotori, è che dopo la messa a punto iniziale si possa estendere anche ad altre patologie non solo oncologiche. Si punta ad analizzare nel dettaglio il profilo genetico del tumore con le tecnologie all'avanguardia del centro newyorkese per offrire protocolli terapeutici innovativi e di precisione, condivisi dal pool di esperti italo-americani, attuabili sul territorio italiano, senza necessità di migrare all'estero o verso altri centri nazionali.

Prima neoplasia nel mirino della partnership il tumore del seno. Il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York condividerà con l'Asst di Cremona, impegnata nella selezione di pazienti con malattia metastatica all'esordio o morfologicamente strana o in ripresa di malattia dopo un periodo medio di 2-3 anni di buona risposta terapeutica, uno scambio di know-how nell'ambito dell'assistenza clinica oncologica e della ricerca clinica e traslazionale oncologica. Il programma consentirà un interscambio costante - assicurano i promotori - tra clinici, ricercatori americani e italiani, e vedrà la collaborazione anche dell'American Chamber of Commerce in Italy.

Il progetto Mozart, chiarisce Daniele Generali, professore associato in oncologia medica al Dipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della salute dell'università degli Studi di Trieste, convenzionata con l'Asst di Cremona, "intende rispondere a due obiettivi: migliorare l'analisi genetica e genomica del tumore tracciata, grazie alle tecnologie avanzate condivise tra Asst di Cremona e Mskcc, su 500 geni specifici al fine di conoscere la migliore risposta terapeutica e su questa definire un percorso di cura iniziale o una second opinion, secondo protocolli internazionali condivisi, che il paziente italiano potrà attuare sul suolo nazionale".

Nel progetto, aggiunge Maurizio Scaltriti, professore di biologia molecolare al Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, "il nostro Centro metterà a disposizione strumentazioni e tecnologie d'avanguardia in grado di analizzare 500 geni specifici di malattia e la loro risposta ai trattamenti ma anche l'expertise 'sul pezzo tumorale' di oncologi e ricercatori del nostro centro. Il progetto si articola in due fasi: l'invio al Mskcc di un campione di tessuto prelevato da un paziente oncologico italiano, seguita dall'analisi genetica e molecolare del tumore, e la successiva discussione collegiale, in funzione delle nuove informazioni emerse, di clinici italiani e americani per la profilazione del miglior approccio terapeutico, secondo protocolli di cura internazionali condivisi, ma attuabili per il paziente italiano sul territorio nazionale".

Il programma, viene precisato, non richiede nazionalità o un passaporto americano: la second opinion verrà fornita a qualunque paziente italiano che rientri nel programma, senza costi 'americani' aggiuntivi come la stipula di una assicurazione statunitense, "nel rispetto del diritto alla cura, la migliore possibile".

L'obiettivo a cui si punta, approfondisce Generali, "è scovare i talloni di Achille" dei tumori al centro della collaborazione "e metterli 'ko' con la combinazione delle migliori terapie attualmente disponibili, grazie a un lavoro sinergico". Questa collaborazione, sottolinea Simone Crolla, consigliere delegato di American Chamber of Commerce in Italy, "mostra al mondo quanto di meglio l'Italia, e in particolare la Regione Lombardia, ha da offrire. Per restare competitivi è però necessario sviluppare adeguate politiche volte a migliorare e potenziare le infrastrutture, gli investimenti in R&D e, soprattutto, le università. Dobbiamo garantire, come Paese, un efficace sostegno alla formazione e all'inserimento di giovani altamente qualificati nel mondo del lavoro, offrendo loro un futuro stabile e di continuità nelle loro ricerche e professioni".

Il progetto Mozart, conclude il direttore generale dell'Asst di Cremona Camillo Rossi, è la testimonianza di un lavoro intenso di relazioni professionali svolto dal 2016 a oggi. In medicina l'autoreferenzialità non è la cura, non equivale a sicurezza, non significa prepararsi al futuro. Creare le condizioni indispensabili per la crescita professionale e culturale degli operatori sanitari in ambito oncologico e sviluppare il potenziale diagnostico-terapeutico di un territorio, quello cremonese, per sua natura definito periferico sono stati gli obiettivi propulsori che hanno favorito l'arrivo della meta".

Rossi spiega anche che il progetto Mozart è "un ulteriore passo in avanti per il consolidamento della presenza dell'Asst di Cremona all'interno della Rete oncologica lombarda, anche in previsione del futuro sviluppo del Cancer Center, progetto in itinere che sta prendendo forma attraverso azioni tese a ridisegnare un'intera area dell'ospedale di Cremona (quarto piano) attraverso l'accorpamento in un percorso unico di prevenzione, diagnosi e cura delle specialità oncologiche presenti in azienda". Il programma Mozart ha consentito anche al Dipartimento universitario clinico di scienze mediche, chirurgiche e della salute (Dsm) dell'ateneo triestino, diretto da Nicolò De Manzini, di risultare vincitore del Dipartimento di Eccellenza al Miur.