L'allarme, per carenza medici difficile anche aggiornamento operatori


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Roma, 16 set. (AdnKronos Salute) - Il sistema di educazione continua in medicina "sta fronteggiando al momento alcune criticità, a partire dalla burocrazia e dalla carenza di tempo. Come conseguenza dei tagli di risorse e di personale in sanità degli ultimi anni, a molti medici non vengono garantite le 4 ore settimanali di formazione obbligatoria previste da contratto". A sottolineare questo inatteso effetto della carenza dei medici specialisti - in occasione della V edizione a Bari delle Giornate di approfondimento sulla Formazione del medico - è stato il presidente della Fnomceo Filippo Anelli, che è anche vice presidente della Commissione nazionale per la formazione continua.

Le Giornate sono state organizzate dall’Ordine dei medici di Bari, in collaborazione con Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei medici). Il convegno si è focalizzato sui diversi fattori di natura extra-scientifica - fattori economici, legali, organizzativi - che incidono sul lavoro del medico e quindi sulla definizione della sua formazione. "In un sistema complesso come è oggi la sanità, il ruolo e l’attività del medico sono condizionati da fattori che esulano dal contesto tecnico-scientifico ed appartengono alla sfera giuridica, economica, istituzionale - spiega Franco Lavalle, vicepresidente dell’Ordine dei medici di Bari e responsabile scientifico del convegno - Il convegno ha cercato di indagare come tutti questi fattori incidano sull’operato del medico, quali conseguenze abbiano sul paziente e come si riflettano sul modello di medico cui tendiamo e sulla sua formazione".

I prossimi sono gli ultimi mesi per accumulare i crediti formativi. "Per facilitare la messa in regola dei colleghi, in questo periodo di transizione abbiamo accorpato i due trienni formativi in un unico periodo 2014-2019 in cui è possibile acquisire i crediti - ricorda Anelli - La Fnomceo ha istituito un Gruppo di lavoro dedicato all'Ecm che sta operando sulle diverse criticità. Per rispondere meglio ai bisogni dei medici, abbiamo accresciuto le possibilità dell’autoformazione, della Fad offerta gratuitamente attraverso il portale Fnomceo, e stiamo attivando percorsi relativi al dossier formativo di gruppo e alla messa a frutto delle buone pratiche come modalità di aggiornamento non formale utili al miglioramento della professione", continua Anelli.

Dalle Giornate è emersa l’importanza della formazione dei professionisti per garantire la qualità delle cure. Il possibile impatto del regionalismo differenziato sulla formazione del medico è stato affrontato da Roberto Stella, coordinatore dell’area strategica della formazione della Fnomceo, che ha evidenziato la necessità di superare un quadro già ora molto frammentato negli indirizzi formativi. L’esistenza, per esempio, di 20 percorsi profondamente diversi per le Scuole regionali della Medicina generale mina l’uniformità dei percorsi formativi, come se un medico di famiglia della Val d'Aosta fosse diverso da un medico della Puglia.

L’esigenza per il sistema pubblico di garantire standard di sicurezza e qualità al cittadino è stato ribadito anche da Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, che ha evidenziato la portata innovativa delle linee guida della Legge Gelli come strumento che deve però inserirsi in un quadro più articolato, fatto di raccomandazioni ministeriali, buone pratiche Iss e Agenas, percorsi diagnostico-terapeutici e linee guida internazionali.

Sempre a proposito di linee guida Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), ha evidenziato invece le difficoltà del medico di famiglia a confronto con percorsi standardizzati, che non tengono in considerazione l’esperienza della buona pratica clinica, la personalizzazione delle cure e il reale accesso dei pazienti alle terapie.

Nel corso del convegno sono stati inoltre consegnati da Piero Scalera, coordinatore del Corso di formazione specifica in Medicina generale della Regione Puglia, i Premi alle migliori tesi di Laurea in Medicina generale, assegnati ogni anno dall’Ordine dei medici di Bari per promuovere le attività scientifiche in ambito medico e premiare l’impegno dei giovani ricercatori sul territorio: 1° classificato Ilaria Vogliacco (tesi di laurea sulla steatosi epatica non alcolica); 2° classificato Tiziano Perrone (tesi di laurea sull’aderenza, compliance ed empowerment nel paziente affetto da patologie croniche respiratorie); 3° classificato Domenica Cassano (tesi di laurea sulla gestione del paziente con vertigini nell’ambulatorio di medicina generale).