Ire Roma referente italiano studi progetto europeo telemedicina

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Roma, 18 ott. (Adnkronos Salute) - L’Irccs Istituto nazionale tumori Regina Elena (Ire) è stato identificato dal ministero della Salute come referente italiano di due studi clinici sulla tele-riabilitazione di pazienti con tumore della mammella e tumori testa - collo e sul supporto tele-psicologico in pazienti con neoplasia recidivante, nell'ambito del progetto 'eCAN JA', appena avviato, che coinvolge 15 paesi europei e che ha l’obiettivo di implementare la telemedicina nella prevenzione e cure del cancro, e definire gli standard e le linee guida a livello europeo.

La cura del cancro - ricorda una nota - si sta sempre più spostando da un approccio tradizionale incentrato sull’organo e la malattia ad uno personalizzato che mette al centro il paziente. La disponibilità di strumenti di telemedicina attraverso tecnologie che arrivano direttamente a casa della persona malata assieme a strumenti quali tele-consulto e tele-monitoraggio, possono migliorare l'assistenza incentrata sulla persona e favorire l’empowerment dell’assistito. Nel progetto, l’Ire è coinvolto anche in uno studio che si occupa di cybersecurity e aspetti etici legati allo scambio di dati tra clinici e ricercatori. Coordina gli studi Andrea Pace, responsabile della Neuroncologia Ire.

Il progetto 'eCAN JA' punta a definire le regole per l’implementazione del teleconsulto e del monitoraggio remoto in oncologia. All’interno dell’iniziativa l’Istituto Regina Elena coordinerà due studi. Il primo si svolgerà in 17 centri oncologici in 10 paesi europei e arruolerà pazienti con tumore della mammella e testa-collo, trattati a distanza per 8 settimane, al fine di trattare i deficit post chirurgici. Si tratta di malati con bisogno riabilitativo molto forte, che durante le tele-visite saranno educati al self-care per ottenere il migliore recupero fisico possibile dopo l’operazione. Il secondo valuterà i benefici di un programma di tele-consultazione psicologica di 8 settimane per i pazienti affetti da cancro avanzato.

Ma cosa può aggiungere la telemedicina alle cure oncologiche? Due importanti benefici. Il primo è la possibilità di raggiungere tutti i pazienti, con qualsiasi dispositivo e da qualsiasi luogo, evitando spostamenti non necessari e risparmio di tempo. Il secondo aspetto meno conosciuto, è la possibilità di misurare gli esiti e le esperienze riferite dai pazienti attraverso sistemi di tele-monitoraggio dedicati. "Oggi - spiega Andrea Pace - sia le istituzioni che i clinici, rivolgono grande attenzione a strumenti quali i Patient reported outcomes, e cioè la valutazione che misura direttamente la percezione del paziente sulla sua malattia, sui sintomi, sul suo percorso individuale. Il tele-monitoraggio consente in questo senso una valutazione continua di parametri fisici o di altre misure 'patient-based' mediante dispositivi digitali".

La sicurezza informatica occupa in tale scenario un ruolo determinante. "Un filone importante di studio nel quale siamo coinvolti nel progetto europeo - evidenzia Pace - analizza le problematiche tecnologiche in ambito sanitario, relative alla protezione del dato e alla privacy del paziente oltre agli aspetti etici legati allo scambio di informazione tra paese e paese, alla discussione tra colleghi e tra Molecular tumor board". Il crescente utilizzo degli strumenti di telemedicina richiede nuove politiche, regolamenti e linee guida.

"La ricerca e l’ottimizzazione di nuovi strumenti e metodi, per una assistenza sanitaria in oncologia incentrata sul paziente, è tra gli obiettivi principali di un Istituto di cura a carattere scientifico- evidenzia Gennaro Ciliberto, direttore scientifico dell’Ire - ed è missione fondamentale per il nostro Istituto, membro dell’Organization of european cancer iInstitutes (Oeci)". "Crediamo molto nell’oncologia di prossimità - conclude Marina Cerimele, direttore generale Ifo - al fine di garantire equità di cura e vicinanza a domicilio, così si migliora anche l’aderenza alle cure e si assicura al caregiver il supporto necessario".