Irccs Negrar compie 100 anni, Draghi 'testimonia il progresso dell'assistenza'

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Roma, 29 apr. (Adnkronos Salute) - "Guarite i malati". Il comandamento evangelico è diventato il titolo di un libro che racconta i 100 anni dell’Irccs ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar e si apre con uno "speciale pensiero augurale" di Papa Francesco. Il pontefice, "esprimendo vivo apprezzamento per la generosa e amorevole dedizione manifestata verso il prossimo ammalato e bisognoso di cure", incoraggia a "perseverare in un lodevole atteggiamento di carità, nella certezza che Gesù, fulgido e insuperabile testimone di infinita tenerezza e attenzione verso ogni persona, soprattutto le più fragili e provate, non mancherà di donare sostegno, conforto e consolazione".

Il volume si apre anche con un contributo del presidente del Consiglio Mario Draghi. "La storia dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria testimonia il progresso dell’assistenza sanitaria in Italia. Ne illustra la graduale professionalizzazione, il miglioramento delle cure, la vocazione all’innovazione. Mette in evidenza il ruolo avuto dagli istituti religiosi impegnati nell’assistenza ospedaliera, come nel caso dei Poveri Servi della Divina Provvidenza. Racconta il contributo fondamentale - sottolinea il premieri - che la sanità ha dato all’Italia durante le crisi, dalla Seconda guerra mondiale all’epidemia di Covid-19".

"Queste qualità - aggiunge Draghi - sono valse all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar numerosi riconoscimenti: la funzione di presidio ospedaliero dalla Regione Veneto nel 2013, di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico da parte del ministero della Salute, e di ‘ospedale amico dei bambini’ dall’Unicef nel 2019". Secondo il premier, "per migliorare la prevenzione e la qualità delle cure è essenziale investire nella ricerca biomedica, anche in ambito ospedaliero. Per questo abbiamo stanziato nuovi fondi per rafforzare la capacità di risposta dei centri di eccellenza italiani e favorire le collaborazioni tra il mondo della ricerca e quello delle imprese". "A questo fine, riformiamo anche l’assetto degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, come l’ospedale Don Calabria. Vogliamo creare una rete integrata fra gli Irccs e facilitare lo scambio di competenze specialistiche - spiega - perché le italiane e gli italiani di ogni Regione possano beneficiare delle migliori cure a disposizione".

Il volume, ricco di immagini, oltre ai contributi del pontefice, del premier, del presidente della Regione Veneto Luca Zaia e di monsignor Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, raccoglie 28 testimonianze di chi opera nell’Irccs ma anche di imprenditori, scrittori e pazienti e ripercorre la storia del Santo veronese e dell’ospedale nato dalla casa di riposo che don Angelo Sempreboni, parroco di Negrar, fondò nel 1922.

A ricordare proprio quel 1 novembre 1922, giorno in cui fu benedetto l'ospizio per anziani e bisognosi chiamato Casa del Sacro Cuore, è stato Zaia: "Eccellenza del Sistema sanitario regionale, nel corso degli anni, la piccola struttura, qual era la Casa del Sacro Cuore, è diventata la realtà sanitaria che conosciamo oggi, riconosciuta come presidio ospedaliero dalla Regione del Veneto nel 2013, all’avanguardia per tecnologie, laboratori di ricerca e prestazioni".

La struttura conta 2.153 dipendenti, di cui 333 medici, 953 posti letto, 22.318 interventi chirurgici eseguiti nel solo 2021, che si aggiungono a 30.661 ricoveri, 1.548.894 prestazioni ambulatoriali, 44.949 accessi al pronto soccorso.