Iqvia, +8% consumi farmaci ospedale, boom online (+27%) primi 6 mesi 2022

  • Univadis
  • Adnkronos Sanità
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Roma, 18 ott. (Adnkronos Salute) - Nel primo semestre 2022 il consumo di farmaci in ospedale è cresciuto a valori dell'8%, ma rimane quasi costante a volumi; la distribuzione per conto (Dpc) continua a crescere riportando un aumento del 10% a valori; in farmacia crescono i prodotti etici (+7%) e quelli commerciali (+12%). Grande performance anche della vendita dei prodotti online (+27%). Questi i principali dati di Iqvia, provider globale di dati in ambito sanitario e farmaceutico, relativi al primo semestre 2022 confrontato con lo stesso periodo del 2021.

Nel dettaglio, in ospedale il consumo di farmaci è cresciuto a valori dell'8%, passando da 5 miliardi di euro nel 2021 a 5,4 miliardi: i mercati che hanno guidato la crescita sono quelli a maggiore innovazione come l'immunologia, in particolare la sclerosi multipla e la psoriasi, e le malattie rare, come la fibrosi cistica e l'amiloidosi. Tuttavia, il mercato in maggiore espansione resta l'oncologia con terapie nuove per la leucemia linfoblastica acuta e la leucemia linfocitica cronica. A volumi il mercato cala invece dell'1%, a causa della maggiore incidenza dei farmaci più costosi ad alta innovatività.

Il comparto della distribuzione per conto (farmaci acquistati direttamente dalle Asl e distribuiti attraverso le farmacie che si trovano sul territorio) cresce del 10% rispetto allo stesso periodo del 2021, e da 1 miliardo di euro passa a 1,1 miliardi. Questa differenza è dovuta principalmente alle nuove terapie anticoagulanti orali (Noa) e alle terapie per il diabete (inclusi i presidi per misurare il glucosio), all'osteoporosi e all'insufficienza cardiaca. Sempre secondo i dati Iqvia, il mercato dei farmaci etici (quelli con ricetta medica) sono stati venduti per un totale di 7,1 miliardi in farmacia, con una crescita di quasi il 3% rispetto allo stesso periodo del 2021.

E ancora: i dati Iqvia indicano il mercato dei prodotti commerciali venduti in farmacia (per esempio farmaci da banco e senza prescrizione, integratori, creme e cosmetici, siringhe, latti in polvere e prodotti veterinari) in crescita nei primi 6 mesi del 2022 di quasi il 12% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, registrando vendite per 5,6 miliardi di euro. In particolare, le vendite di prodotti di cura personale (creme, cosmetici, igiene) sono cresciute in farmacia dello 0,6%, da 975 milioni a 981 milioni.

Ancora in aumento il comparto dei parafarmaci (termometri, siringhe, mascherine, test rapidi, dispositivi medici) che segna una crescita a valori del 25,3%, da 914 milioni a 1,1 miliardi di euro. Su questo fenomeno incide ancora Covid-19. Le vendite in farmacia dei prodotti nutrizionali (per esempio latti in polvere) sono in calo, registrando una diminuzione del 1,4% da 187 milioni nei primi 6 mesi del 2021 contro 185 nello stesso periodo di quest'anno. In questo segmento la grande distribuzione e l'e-commerce fanno molta concorrenza.

L'e-commerce dei prodotti da farmacia è sempre in grande spolvero, segnando un aumento del 27% a valori rispetto ai primi 6 mesi del 2021. Infatti, nel 2021 il fatturato semestrale era di 275 milioni di euro, contro i 350 milioni registrati nei primi 6 mesi di quest'anno. La parte del leone resta ai farmaci da banco che hanno visto un aumento di quasi il 30% a 203 milioni, seguito dai cosmetici a 114 milioni con un aumento del 21%. Il segmento dei parafarmaci ha toccato la cifra di 21 milioni con un aumento del 44% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre i prodotti per la nutrizione hanno visto un aumento del 29% a 12,7 milioni. "Finora il 2022 è stato un anno di ripresa per il mercato farmaceutico. Anche in farmacia, dopo 2 o 3 anni complessi - commenta Sergio Liberatore, amministratore delegato di Iqvia Italia - le vendite hanno ripreso la loro fisiologica traiettoria. Ora - sottolinea - ci auguriamo che la crisi energetica non impatti in maniera dannosa sul settore".