Ipilimumab in monoterapia o in associazione ad anti-PD-1 in pazienti con melanoma metastatico resistente agli anti-PD-(L)1

  • Antonello Viti De Angelis
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SIF Societa' Italiana di Farmacologia

Ipilimumab in monoterapia o in associazione ad anti-PD-1 in pazienti con melanoma metastatico resistente agli anti-PD-(L)1

Uno studio di coorte multicentrico e retrospettivo

A cura della Dott.ssa Federica Fraenza

L'immunoterapia con gli inibitori dei checkpoint immunitari (ICI) ha rivoluzionato il trattamento del melanoma precoce e avanzato. I farmaci anti-PD-1 (nivolumab e pembrolizumab), anti-PD-L1 (atezolizumab) e anti-CTLA-4 (ipilimumab) sono stati somministrati, in combinazione o in monoterapia, in setting neoadiuvanti, coadiuvanti e metastatici, portando a miglioramenti significativi degli esiti clinici nei pazienti con melanoma.

La terapia anti-PD-1 somministrata in prima linea induce il controllo della malattia a lungo termine in circa il 30% dei pazienti con melanoma avanzato, tuttavia, due terzi dei pazienti mostrano una resistenza innata o acquisita ai farmaci anti-PD-1, richiedendo un ulteriore trattamento. Nei pazienti con mutazione BRAF resistenti agli anti-PD-(L)1, la terapia mirata con gli inibitori BRAF, combinati con gli inibitori MEK, rappresenta un'opzione terapeutica alternativa. Ipilimumab combinato con gli anti-PD-1 determina un'attività antitumorale superiore rispetto a ipilimumab in monoterapia come trattamento di prima linea (tasso di risposta del 58% per la terapia di combinazione vs 19% per ipilimumab in monoterapia), tuttavia il tasso di eventi avversi di grado 3/4 è maggiore con il trattamento di combinazione rispetto a quello monoterapico.

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