Internisti contro eccesso prescrizioni, 'si apre era del deprescribing'

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Roma, 21 ott. (Adnkronos Salute) - In Italia ogni anno il 66% degli adulti assume oltre 5 farmaci e un anziano su tre oltre 10. Ma i progressi della medicina non si registrano solo in base al numero di pillole prescritte. A volte, per il bene del paziente, è necessario fare marcia indietro, sfoltendo la loro 'polifarmacia', che significa prendere più di 5-6 medicine al giorno, condizione comune in almeno i due terzi degli anziani. E' la riflessione sollecitata dagli esperti della Società italiana di medicina interna (Simi), che ne parlano al loro Congresso nazionale al via oggi a Roma, e fino al 23 ottobre, all'Hotel Rome Cavalieri. Per gli esperti è necessario pensare a linee di indirizzo per guidare i medici non solo alla prescrizione di un farmaco, ma anche alla sua 'de-prescrizione'. Una strada tracciata anche dal movimento che ha come slogan 'less is more', che ha tra i suoi sostenitori Rita Redberg, direttore della rivista 'Jama Internal Medicine', e che sta prendendo piede in tutto il mondo.

Avere una 'regia' centrale, come quella offerta dal medico internista, spiega la Simi, "mette al riparo i pazienti dai rischi di una polifarmacia troppo affollata, dovuta alla 'collezione' di tante prescrizioni di farmaci diverse, una per ogni specialista consultato, spesso in conflitto tra loro, tanto da provocare interazioni ed effetti indesiderati, che possono pregiudicare la sicurezza del paziente". Alcuni studi condotti nell'ambito del programma Reposi (RegistroPoliterapie della Simi), "un network di reparti di medicina interna e geriatria italiani - ricorda Giorgio Sesti, presidente Simi - hanno messo bene in evidenza il fenomeno della polipharmacy e le sue ricadute. A rischio di effetti indesiderati sono soprattutto le persone con una ridotta funzionalità renale, condizione comune tra gli anziani".

Uno studio condotto su oltre 5mila pazienti over 65 del registro Reposi ha evidenziato che "almeno la metà mostrava una compromissione moderata della funzionalità renale; il 14%una compromissione grave e il 3% molto grave. Tra i pazienti con ipertensione, diabete, fibrillazione atriale, coronaropatia e scompenso, all'11% veniva prescritto un dosaggio di farmaci inappropriato rispetto alla funzionalità renale. E nel follow-up, una inappropriatezza prescrittiva si associava a un aumentato rischio di mortalità per tutte le cause del 50%".

"La prescrizione multipla di farmaci - rimarca Gerardo Mancuso, vicepresidente nazionale della Simi - talvolta mitiga o annulla i benefici del medicinale e aumenta le complicanze e la mortalità. Nei pazienti anziani il delirium, le cadute, la ipotensione, l'emorragia e altre condizioni riconoscono come causa la politerapia. De-prescrivere le molecole farmacologiche è un'attività che l'internista deve fare in tutti i pazienti, ma soprattutto negli anziani".

L'eccessiva prescrizione di farmaci, inoltre, può determinare gravi interazioni farmacologiche e mettere a dura prova i reni e il fegato dei pazienti più anziani, e questo fenomeno sta cominciando ad emergere in tutta la sua gravità anche all'estero. "Oltre al programma Reposi - ricorda Nicola Montano, vice presidente e presidente eletto della Simi - la nostra società ha lanciato nel 2016 la sua campagna ChoosingWisely, sulla scorta di quanto stava accadendo negli Stati Uniti, in Canada e in moltissimi Paesi europei".

"La professoressa Rita Redberg, direttore di Jama internal Medicine e professore di cardiologia alla University of California, San Francisco, che prenderà parte al Congresso nazionale della Simi, è una delle fautrici del movimento Choosing Wisely. E' suo lo slogan less is more, pubblicato per la vita volta nel 2010, che potremmo sintetizzare con il concetto che 'fare meno talvolta è meglio che fare di più' per i nostri pazienti". Sul tema, per il prossimo 27 ottobre la Simi ha organizzato insieme all'Istituto superiore di sanità un convegno per facilitare l'applicabilità, nella pratica clinica, delle linee guida su multimorbilità e politerapia, recentemente pubblicate dal Sistema nazionale linee guida".