Inibitori della pompa protonica e fratture, cautela nei bambini


  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In una grande coorte pediatrica nazionale, l’uso di inibitori della pompa protonica (PPI) si associava a un aumento piccolo, ma significativo, del rischio di fratture.
  • L’associazione era significativa nei bambini di 6 anni o più e appariva più pronunciata in quelli che utilizzavano PPI per periodi più lunghi.

 

Descrizione dello studio

  • Sono stati incrociati i dati di due registri nazionali svedesi, il National Patient Register (che registra le diagnosi, gli interventi chirurgici e le cure in emergenza-urgenza) e il Prescribed Drug Register (che registra le prescrizioni farmacologiche) relativi al periodo 2006-2016.
  • La coorte in esame era costituita dai bambini (propensity score è stata costruita una coorte di confronto che includeva bambini della stessa età che non avevano iniziato ad usare PPI; in totale sono state analizzate 115.993 coppie.
  • È stato stimato il rischio di frattura con un follow-up fino a 5 anni.
  • Fonti di finanziamento: Swedish Research Council, Frimurare Barnhuset Foundation.

 

Risultati principali

  • I casi di frattura sono stati 5.354 negli utilizzatori di PPI e 4.568 nei non utilizzatori (20,2 eventi contro 18,3 per 1.000 anni-persona; HR 1,11).
  • L’uso di PPI si associava a un aumentato rischio di frattura degli arti superiori (HR 1,08), degli arti inferiori (HR 1,19) e di altre fratture (HR 1,51), ma non di fratture del cranio o della spina dorsale.
  • Il rischio di frattura aumentava all’aumentare della durata d’uso dei PPI (HR 1,08 per 30 giorni o meno; 1,14 per 21-364 giorni; HR 1,34 per 365 giorni o più).
  • Il rischio era significativo nei bambini con più di 6 anni, ma non nei più piccoli.
  • L’associazione si confermava nella maggior parte delle analisi di sensibilità, anche se un confronto diretto con antagonisti del recettore H2 dell’istamina non ha dato un risultato statisticamente significativo.

 

Limiti dello studio

  • La prescrizione del farmaco è usata come proxy per l’assunzione.
  • Non si possono escludere fattori confondenti residui.

 

Perché è importante

  • L’uso di PPI nei bambini è in aumento.
  • In base ai risultati dello studio, i benefici derivanti dall’uso dei PPI vanno soppesati con il rischio di fratture.
  • Lo studio non stabilisce una reazione causale, perciò in presenza di fratture il pediatra deve valutare tutte le possibili cause, inclusi i maltrattamenti.