Inibitori della pompa protonica associati a rischio aumentato di gastroenterite acuta


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • L’esposizione alla terapia continua con gli inibitori della pompa protonica (PPI) potrebbe essere associata a un rischio aumentato di gastroenterite acuta (AGE) durante i periodi di più alta circolazione dei virus enterici.
  • Quando si considerano tutte le fasce d’età, il rischio relativo aggiustato di un evento di AGE è di 1,81 volte più alto nei pazienti in terapia continua con PPI rispetto ai non utilizzatori.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di coorte ha utilizzato i dati raccolti in modo prospettico di un database di distribuzione dei farmaci da un ampio panel di farmacie di comunità in Francia.
  • Sono stati considerati idonei allo studio tutti i pazienti registrati durante la stagione invernale 2015-2016 con documentati età, sesso e uso di una farmacia abituale identificabile.
  • Ogni paziente in terapia continua con PPI nel periodo epidemico (5 settimane a cavallo della settimana con la più alta incidenza di AGE) è stato abbinato a 3 pazienti che non prendevano PPI in base ad anno di nascita, sesso e farmacia abituale identificabile.
  • Analisi eseguite nel 2017-2018.
  • Outcome principale: almeno 1 episodio di AGE durante il periodo epidemico.
  • Episodi di AGE identificati usando un algoritmo validato basato sui dati di distribuzione dei farmaci. 
  • Rischi relativi di AGE stimati usando un modello log-binomiale multivariabile aggiustato per età, sesso e trattamenti per condizioni croniche.
  • Fonti di finanziamento: INSERM, Sorbonne Université.

Risultati principali

  • Sono stati inclusi 233.596 pazienti utilizzatori continui di PPI (età mediana [interquartile range] 71 anni [62-81]; 55,8% donne) e 626.887 non utilizzatori (età mediana [interquartile range] 70 anni [61-80]; 56,3% donne).
  • Almeno 1 episodio di AGE è stato osservato nel periodo epidemico in 3.131 pazienti (1,3%) nel gruppo in terapia con PPI e in 4.327 pazienti (0,7%) senza terapia con PPI.
  • Il rischio relativo aggiustato di AGE per i pazienti PPI è stato di 1,81 (IC 95% 1,72-1,90) per tutte le fasce d’età considerate, 1,66 (IC 95% 1,54-1,80) tra i 45 ai 64 anni, 2,19 (IC 95% 1,98-2,42) tra i 65 ai 74 anni e 1,98 (IC 95% 1,82-2,15) tra quelli dai 75 anni in su.

Limiti dello studio

  • Diagnosi non disponibili e accertamento di AGE solo dai dati di distribuzione dei farmaci.
  • Dosi PPI, ulteriori potenziali confondenti o modificatori di effetto non disponibili.
  • Rischio di follow-up incompleto.
  • Possibile esclusione di individui in terapia continua con PPI a causa della rigorosa definizione di esposizione.

Perché è importante

  • Studi precedenti hanno riportato un’associazione tra PPI e infezioni enteriche batteriche acute, ma è stata meno studiata quella con AGE, causata soprattutto da virus enterici e i cui picchi di attività si osservano in inverno.
  • L’associazione riportata potrebbe essere un’ulteriore ragione per riesaminare le indicazioni non necessarie e non evidence-based per la terapia con questi farmaci, le cui prescrizioni continue sono spesso inopportune.