Inibitori della 5-alfa reduttasi e rischio di diabete di tipo 2: un legame possibile


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • In pazienti con ipertrofia prostatica benigna (IPB), il trattamento con inibitori della 5-alfa reduttasi (i5aR) è risultato associato a un incremento pari a circa il 30% in 11 anni del rischio di diabete di tipo 2 rispetto alla terapia con tamsulosina.
  • Prima di prescrivere i5aR è importante valutare in modo accurato il rischio metabolico del paziente.
  • In corso di trattamento potrebbe essere utile controllare in modo più stretto i livelli di glucosio.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di coorte è stato condotto utilizzando i dati del UK Clinical Practice Research Datalink (CPRD; 2003-14) e del Taiwanese National Health Insurance Research Database (NHIRD; 2002-12).
  • Sono stati valutati nell’analisi i dati relativi a uomini inclusi nel CPRD trattati con dutasteride (n=8.231), finasteride (n=30.774) o tamsulosina (n=16.270).
  • Il matching per propensity score (2:1; dutasteride con finasteride o tamsulosina) ha prodotto coorti di 2.090, 3.445 e 4.018, rispettivamente.
  • Nel database NHIRD, i numeri iniziali si sono attestati a 1.251 (dutasteride), 4.194 (finasteride) e 86.263 (tamsulosina), ridotti a 1.251, 2.445 e 2.502, rispettivamente, dopo matching per propensity score.
  • La principale misura di esito era il diabete di tipo 2 (DT2) incidente valutato in base a un modello di rischio proporzionale di Cox.
  • Fonte di finanziamento: Edinburgh and Lothians Health Foundation.

Risultati principali

  • Nella coorte CPRD, sono stati registrati 2.081 eventi di DT2 di nuova insorgenza (368 dutasteride, 1.207 finasteride e 506 tamsulosina) nel corso di un follow-up medio di 5,2 anni.
  • Il tasso di eventi per 10.000 anni-persona sono stati 76,2 per dutasteride, 76,6 per finasteride e 60,3 tamsulosina.
  • È stato osservato un modesto incremento del rischio di DT2 con dutasteride (hazard ratio aggiustato: 1,32) e finasteride (1,26) rispetto a tamsulosina.
  • I risultati NHIRD sono risultati in linea con quelli CPRD (hazard ratio aggiustato: 1,34 per dutasteride e 1,49 con finasteride rispetto a tamsulosina).
  • Anche le analisi per propensity score hanno portato a risultati simili.

Limiti dello studio

  • Potrebbero essere presenti errori di classificazione per esposizione, esiti e covariate.
  • Le valutazioni sono state eseguite in base alle prescrizioni, senza verificare l’aderenza al trattamento.
  • Lo studio è di tipo osservazionale, non randomizzato e non in cieco e di conseguenza non è possibile eliminare completamente fattori confondenti e bias.
  • Esistono differenze nella pratica clinica nei due paesi inclusi nello studio.
  • Nei due registri mancano informazioni su fattori che potrebbero influenzare i risultato finale (per esempio indice di massa corporea o abitudine al fumo).

Perché è importante

  • Gli i5aR vengono prescritti in caso di IPB, ma recentemente sono emersi dati relativi a un potenziale legame tra dutasteride e incremento di insulino-resistenza e steatosi epatica.
  • Dal momento che i pazienti che necessitano di trattamento per IPB sono in genere anziani e più soggetti al rischio di diabete di tipo 2, è opportuno evitare i farmaci che possono incrementare ulterioriomente tale rischio.