Indagine, -30% parti in 5 anni nei centri sotto le 500 nascite


  • Adnkronos Sanità
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Roma, 15 nov. (Adnkronos Salute) - Gli ospedali italiani che effettuano meno di 500 parti all'anno - che in base all'accordo Stato Regioni del 2010 dovrebbero essere già chiusi - sono ancora un quinto del totale, ma si stanno riducendo: www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, ha realizzato un'indagine (fonte: Piano nazionale esiti 2018 relativo all'anno 2017) e risultano 89 (il 20%) contro i 97 (il 21%) dell'anno prima. La percentuale di parti eseguiti in questi centri poco performanti sta calando progressivamente: nel 2012 era pari al 7,1% (37.523 parti) mentre nel 2017 è scesa al 5,76% (25.951 parti): in 5 anni si è registrata quindi una diminuzione del 30,8%.

Queste strutture nel 2017 hanno effettuato appena 26.461 parti, pari al 5,76% dei parti totali (459.399 parti): un volume di attività piuttosto basso rispetto ai 297.211 (64,7%) parti dei punti nascita che ne eseguono più di 1.000 e ai 135.727 (29,54%) parti degli ospedali che ne effettuano tra 500 e 1000.

L'alto volume di attività si traduce in maggiori garanzie di sicurezza per mamme e bambini. Perciò le autorità ministeriali hanno stabilito nel 2010 la soglia minima di 1.000 parti annui per valutare la bontà di una struttura. A rispettarla è poco più di un terzo (il 38,7%) degli ospedali italiani (in tutto 445 considerando solo quelli che hanno eseguito almeno 10 parti annui). Nell'edizione precedente - riferita all’anno 2016 - i presidi erano, invece, 461 e le percentuale di quelli che rispettavano la soglia si attestava al 38%.

"L’aumento delle strutture che rispettano lo standard e il relativo calo del numero totale degli ospedali indicano che stiamo andando nella giusta direzione per assicurare ai cittadini le maggiori garanzie di sicurezza", spiega Elena Azzolini, medico specialista in Sanità pubblica e membro del comitato scientifico di www.doveecomemicuro.it.

Riguardo ai tagli cesarei, dei 172 ospedali pubblici o privati accreditati che effettuano più di 1.000 parti all'anno, 107 (il 62,2%) vantano anche una percentuale di interventi inferiore al 25%, come indicato dalle autorità ministeriali. "Anche in questo caso, la percentuale di strutture in linea con i parametri fissati dal ministero è salita dal 58% del 2016 al 62,2% del 2017, il che significa che, seppur lentamente, siamo sulla buona strada", spiega Elena Azzolini.