In presenza di dermatite atopica aumentano le probabilità di infezioni extracutanee


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • La dermatite atopica (DA) si associa a un aumento della probabilità di infezioni dell’orecchio, della gola, del tratto urinario e di altre infezioni extracutanee.
  • Questo rischio dovrebbe essere preso in considerazione quando si decidono strategie terapeutiche per questi pazienti.
  • Servono ulteriori studi per confermare l’associazione e per determinare i meccanismi che la sostengono.

Descrizione dello studio

  • Una metanalisi è stata portata a termine dopo una revisione sistematica della letteratura su tutti gli studi osservazionali (con controlli) presenti in MEDLINE, EMBASE, Global Resource of EczemA Trials, Cochrane e Web of Science che valutassero le infezioni extracutanee in presenza di DA.
  • Fonte di finanziamento: Dermatology Foundation.

Risultati principali

  • Sono stati identificati 7 studi che soddisfacevano i criteri di inclusione e che sono stati inclusi nella metanalisi.
  • In tutti gli studi sono stati osservati incrementi delle probabilità di almeno una infezione extracutanea, incluse endocarditi, meningiti, encefaliti, infezioni ossee e articolari e sepsi nei pazienti con DA.
  • Nella metanalisi aggregata, la presenza di DA in bambini e adulti è risultata associata a una maggiore probabilità di infezione dell’orecchio (OR 1,29), della gola (OR 2,31) e del tratto urinario (OR 2,31).

Limiti dello studio

  • Non erano disponibili dati a livello individuale negli studi inclusi nella metanalisi.

Perché è importante

  • La DA è una patologia infiammatoria cronica della pelle che si associa a una considerevole riduzione della qualità della vita.
  • A livello mondiale, la prevalenza di DA si attesta sul 15%-30% nei bambini e sul 2%-10% negli adulti.
  • La condizione si associa a un incremento del rischio di infezioni cutanee, mentre i dati sul rischio di infezioni extracutanee sono ancora contraddittori.
  • Dati certi sul rischio di infezioni extracutanee potrebbero portare a scelte terapeutiche più consapevoli e mirate.