In Italia quasi 5.400 Tso nel 2020, 1,1 per 10mila abitanti

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Roma, 2 ago. (Adnkronos Salute) - L'omicidio di Alika Ogorchukwu a Civitanova Marche che vede accusato Filippo Ferlazzo, già sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio (Tso), rilancia il tema sull'efficacia di questo provvedimento in chiave di sicurezza sociale. Nel 2020 sono stati registrati 5.398 trattamenti sanitari obbligatori nei Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (Spdc) che rappresentano il 7,1% dei ricoveri avvenuti nei reparti psichiatrici pubblici (76.351). La Sicilia è la regione con più Tso, 857. Sono gli ultimi dati disponibili riportati dal Rapporto salute mentale del ministero della Salute presentato nel marzo del 2022. Rispetto agli anni precedenti c'è un calo dei Tso in Italia, nel 2015 furono oltre 8.200.

"L’analisi dei tassi di ricovero per Tso può costituire una misura indiretta dell’efficacia terapeutica dei programmi riabilitativi messi a punto dai Dipartimenti di salute mentale. Infatti, il Tso è una modalità di intervento da ritenere straordinaria, a fronte di un sistema assistenziale efficace nella presa in carico ordinaria dei pazienti (anche i più gravi) - evidenzia il Rapporto - A livello nazionale il dato è pari a 1,1 per 10mila abitanti, con variazioni sensibili tra le regioni".

Il Tso è un istituto regolamentato dagli articoli 33, 34 e 35 della legge 833 del 1978, che prevedono la possibilità che un cittadino venga sottoposto a interventi sanitari in condizioni di ricovero ospedaliero contro la sua volontà "solo se esistano alterazioni psichiatriche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se gli stessi non vengano accettati dall’infermo e se non vi siano le condizioni e le circostanze che consentano di adottare tempestive e idonee misure sanitarie extraospedaliere", ricordano gli esperti nel rapporto.