Impatto globale della sepsi, ecco i nuovi dati


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Attraverso l’uso di dati del Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study (GBD) 2017, è stato stimato che il carico della sepsi nel 2017 sia stato più del doppio rispetto ai calcoli precedenti.
  • Nel 2017 ci sono stati quasi 50 milioni di casi incidenti di sepsi e 11 milioni di decessi correlati.
  • L’incidenza e la mortalità standardizzate per età variano tra le regioni del mondo e nonostante siano diminuite dal 1990 al 2017, la sepsi resta una delle principali cause di perdita di salute, con il più alto impatto nelle zone a basso o medio reddito, come l’Africa subsahariana.

Descrizione dello studio

  • Per calcolare la mortalità correlata alla sepsi tra le 282 cause di morte esaminate dal GBD 2017 in 195 Paesi, sono stati utilizzati i dati multipli sulla causa di decesso da 109 milioni di certificati di morte individuali.
  • La mortalità correlata alla sepsi è stata stimata per ciascun gruppo di età, sesso, luogo, anno (1990-2017) e cause sottostanti l’infezione.
  • Sono stati usati i dati di 8,7 milioni di cartelle cliniche individuali per calcolare la letalità associata alla sepsi in ospedale, stratificata in base alla causa sottostante.
  • Fonti di finanziamento: Bill & Melinda Gates Foundation, National Institutes of Health, University of Pittsburgh, British Columbia Children’s Hospital Foundation, Wellcome Trust, and the Fleming Fund.

Risultati principali

  • Si stima che globalmente nel 2017 siano stati registrati 48,9 milioni (uncertainty interval [UI] 95% 38,9-62,9) casi incidenti di sepsi e riportati 11,0 milioni (10,1-12,0) di decessi correlati alla sepsi, che rappresentano il 19,7% (18,2-21,4) di tutte le morti.
  • Dal 1990 al 2017, l’incidenza di sepsi standardizzata per età è diminuita del 37,0% (UI 95% 11,8-54,5) e la mortalità del 52,8% (47,7-57,5).
  • L’incidenza di sepsi e la mortalità variavano sostanzialmente tra le regioni, con il peso più alto in Africa subsahariana, Oceania, Asia meridionale, Asia orientale e sud-est asiatico.

Limiti dello studio

  • Dati di input limitati a quelli disponibili al momento delle analisi.
  • Possibili problemi legati all’uso dai codici ICD (International Classification of Diseases).
  • Studio non disegnato per distinguere tra sepsi acquisita in ospedale e in comunità.
  • Dati di letalità tratti dai registri di ricovero ospedaliero.

Perché è importante

  • Sono necessarie stime accurate sulla sepsi in quanto quelle disponibili sono estrapolate sopratutto da dati di pazienti adulti ammessi in ospedale in Paesi ad alto reddito e non tengono conto della causa sottostante.
  • È richiesta un’urgente attenzione dato che il carico globale della sepsi è maggiore di quello calcolato in precedenza, forse a causa dell’inclusione di più dati da Paesi a basso o a medio reddito, e la differenza riscontrata tra le regioni del mondo.
  • Solide misure per prevenire le infezioni dovrebbero essere implementate in zone con la più alta incidenza di sepsi e tra le popolazioni più vulnerabili, come i neonati.