Impatto della colchicina sul rischio cardiovascolare dopo un infarto miocardico


  • Alessia De Chiara
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Tra i pazienti che hanno recentemente avuto un infarto miocardico, il trattamento una volta al giorno con 0,5 mg di colchicina rispetto a quello con placebo è risultata in un rischio di eventi ischemici cardiovascolari significativamente inferiore.
  • La diarrea è stata riportata in entrambi i gruppi e la polmonite è stata più frequente tra i pazienti trattati con colchicina.

Descrizione dello studio

  • Per lo studio Colchicine Cardiovascular Outcomes Trial (COLCOT), pazienti adulti con recente infarto miocardico (entro 30 giorni prima dell’arruolamento) sono stati randomizzati a ricevere colchicina a basso dosaggio (0,5 mg una volta al giorno) o un placebo.
  • Endpoint primario di efficacia: composito di morte per cause cardiovascolari, rianimazione dopo arresto cardiaco, infarto miocardico, ictus o ricovero ospedaliero urgente per angina che abbia portato a rivascolarizzazione coronarica.
  • Sono stati valutati i componenti dell’endpoint primario e la sicurezza del trattamento.
  • Fonti di finanziamento: Government of Quebec, Canadian Institutes of Health Research, fondazioni filantropiche.

Risultati principali

  • I 4.745 pazienti randomizzati (2.366 gruppo colchicina e 2.379 gruppo placebo) sono stati seguiti per una mediana di 22,6 mesi.
  • L’endpoint primario si è verificato nel 5,5% dei pazienti nel gruppo colchicina, rispetto al 7,1% dei pazienti nel gruppo placebo (HR 0,77; IC 95% 0,61-0,96; P=0,02).
  • Gli HR dei componenti dell’endpoint primario sono stati: 0,84 (IC 95% 0,46-1,52) per morte per cause cardiovascolari, 0,83 (0,25-2,73) per rianimazione dopo arresto cardiaco, 0,91 (0,68-1,21) per infarto miocardico, 0,26 (0,10-0,70) per ictus e 0,50 (0,31-0,81) per ricovero ospedaliero urgente per angina che abbia portato a rivascolarizzazione coronarica.
  • Il 9,7% dei pazienti nel gruppo colchicina e l’8,9% dei pazienti nel gruppo placebo ha riportato diarrea (P=0,35).
  • La polmonite come evento avverso grave è stata riportata dallo 0,9% dei pazienti nel gruppo colchicina e dallo 0,4% dei pazienti nel gruppo placebo (P=0,03).

Limiti dello studio

  • Breve follow-up.
  • Uno studio più ampio avrebbe consentito una migliore valutazione di sottogruppi, singoli endpoint e rischi.
  • Risultati applicabili solo a pazienti con recente infarto miocardico.

Perché è importante

  • L’infiammazione sembra giocare un ruolo importante nell’aterosclerosi.
  • Si è alla ricerca di un antinfiammatorio che potrebbe ridurre il rischio di eventi aterosclerotici tra i pazienti con malattia coronarica, dato i risultati divergenti ottenuti con altri farmaci.
  • Uno studio non controllato con placebo ha mostrato meno eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia coronarica stabile trattati con colchicina, farmaco antinfiammatorio orale indicato per il trattamento di gotta, pericardite e febbre mediterranea familiare.