Il tumore mammario si diffonde in modo più aggressivo durante il sonno

  • Diamantopoulou Z & al.
  • Nature

  • Univadis
  • Notizie di oncologia
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Ricercatori svizzeri hanno scoperto che il tumore mammario si diffonde in modo più aggressivo durante il sonno. Il risultato potrebbe cambiare significativamente il modo in cui viene diagnosticato e trattato il tumore mammario.

Il team ha prelevato campioni di sangue da 21 pazienti affette da tumore mammario allo stadio iniziale e 9 pazienti affette da tumore mammario in stadio avanzato. I campioni, prelevati alle 4:00 (fase di riposo) e alle 10:00, sono stati utilizzati per analizzare il distacco di cellule tumorali circolanti (CTC) dal tumore primitivo. È emerso che oltre il 78% dei campioni positivi per CTC erano stati prelevati durante la fase di riposo.

I risultati dello studio sono stati riprodotti in un modello murino, dimostrando che sia nelle pazienti affette da tumore mammario che nei modelli murini la produzione di CTC (e di conseguenza la diffusione del tumore) è ampiamente limitata alla fase di riposo. Hanno inoltre scoperto che nella fase di riposo le CTC erano in grado di diffondersi in modo molto più aggressivo rispetto a quelle prodotte durante la veglia, suggerendo che i principali ormoni coinvolti nel ritmo circadiano svolgono un ruolo importante nelle metastasi.

Presentando lo studio su Nature, i ricercatori hanno descritto i risultati come “straordinari e inattesi”. Hanno affermato che questo pattern di metastatizzazione marcatamente dipendente dal tempo sottolinea la necessità di approcci controllati nel tempo per la caratterizzazione e il trattamento del tumore mammario, compresi approcci terapeutici affinati in modo da essere efficaci al massimo livello durante il sonno.

“A livello sistemico, scopriamo che i principali ormoni coinvolti nel ritmo circadiano, come la melatonina, il testosterone e i glucocorticoidi, dettano le dinamiche di produzione delle CTC e, di conseguenza, che l’insulina promuove direttamente la proliferazione delle cellule tumorali in vivo, ma in modo dipendente dal tempo. La generazione spontanea di CTC con un’elevata propensione alla metastatizzazione non si verifica pertanto in modo continuo, ma si concentra durate la fase di riposo del soggetto interessato, fornendo nuove basi logiche per l’interrogazione e il trattamento controllati nel tempo dei tumori inclini alla metastatizzazione”, hanno aggiunto.

Il coordinatore dello studio, Nicola Aceto, Professore di oncologia molecolare presso l’Istituto federale di tecnologia svizzero (ETH) di Zurigo, ha riassunto i risultati in una semplice frase: “Quando il soggetto colpito dorme, il tumore si risveglia”.

“A nostro avviso, questi risultati potrebbero indicare la necessità per gli operatori sanitari di registrare sistematicamente l’orario in cui eseguono le biopsie”, ha affermato il Professor Aceto. “Potrebbe aiutare a rendere i dati davvero comparabili”.

Il prossimo passo per i ricercatori sarà capire come questi risultati possano essere incorporati nei trattamenti oncologici esistenti per ottimizzare le terapie. Nell’ambito di ulteriori studi, il team del Professor Aceto ha in programma di valutare anche se diversi tipi di tumore si comportino in modo simile al tumore mammario in questo senso e se le terapie esistenti possano essere rese più efficaci trattando le pazienti in momenti diversi.

In un commento di accompagnamento, Harrison Ball e Sunitha Nagrath del Rogel Cancer Center dell’Università del Michigan, hanno affermato che la ricerca possiede “implicazioni importanti per il campo degli studi delle CTC e per il trattamento dei tumori in ospedale”. Hanno aggiunto: “sarà interessante scoprire se questi risultati riguardano anche altri tipi di tumore”.

“Le evidenze presentate suggeriscono che potrebbe essere necessario un approccio più olistico allo studio delle CTC, tra cui l’utilizzo di tecnologie per il monitoraggio continuo in vivo, per comprendere appieno le dinamiche delle metastasi tumorali. Ora può iniziare un nuovo capitolo negli studi dei biomarcatori ematici, tenendo conto del modo in cui vari regolatori, come gli ormoni, influiscono sulla proliferazione e sulla diffusione del tumore”, hanno affermato.

“La natura dipendente dal tempo delle dinamiche delle CTC potrebbe trasformare il modo in cui i medici valutano e trattano i pazienti. I dati che indicano proliferazione e rilascio delle CTC durante la fase di riposo suggeriscono che i medici potrebbero dover diventare più attenti al momento in cui vengono somministrati specifici trattamenti”.

“Tuttavia”, sottolineano, “la maggior parte della ricerca condotta in questo studio è stata convalidata usando modelli murini. I risultati dovranno quindi essere analizzati in sperimentazioni cliniche su larga scala prima che qualsiasi considerazione sui ritmi circadiani sia inclusa nella pratica standard”.