Il tumore della prostata si previene a tavola

  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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di Elena Riboldi (Agenzia Zoe)

Uno studio italiano dimostra che l’adozione di una dieta a base di vegetali per abbassare il colesterolo si associa a un rischio più basso di andare incontro a tumore della prostata. Questo effetto protettivo nei confronti del tumore più frequente negli uomini adulti andrebbe così ad aggiungersi al già osservato effetto protettivo per il sistema cardiovascolare: l’impegno a un’alimentazione sana garantirebbe perciò un doppio beneficio.

Gli autori dello studio, a cui hanno collaborato l’Università degli Studi e l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, hanno innanzitutto messo a punto uno strumento per valutare l’aderenza alla dieta abbassa-colesterolo e lo hanno poi applicato a uno studio multicentrico caso-controllo sul tumore della prostata precedentemente condotto in Italia.

“Recentemente è stato sviluppato uno score che valuta l’aderenza a una dieta portfolio a base di vegetali per abbassare il colesterolo, score che è stato correlato con un ridotto rischio di malattia cardiovascolare. Questo score però include elementi (come il burro di arachidi, il gombo e l’avena) che non sono alimenti base in molte alimentazioni mondiali, il che ne limita l’uso – spiegano gli autori della ricerca – Abbiamo quindi sviluppato uno score relativo alla dieta per abbassare il colesterolo usando nutrienti e altri indicatori dietetici chiave che abbassano i livelli di colesterolo facilmente ricavabili da ogni tipo di dieta”. Gli indicatori selezionati erano: elevato consumo di polisaccaridi non cellulosici (fibre viscose), acidi grassi monoinsaturi, legumi, olio di semi/mais; basso consumo di acidi grassi saturi, colesterolo alimentare e indice glicemico.

Analizzando la dieta di 1.010 pazienti con tumore della prostata e 1.223 controlli, nessuno dei quali assumeva farmaci ipolipemizzanti, i ricercatori hanno riscontrato un’associazione tra ridotto rischio di tumore prostatico ed elevato consumo di fibre viscose (OR=0,79; 0,64-0,97), elevato consumo di olio di semi/mais (OR=0,71; 059-0,87) e un basso indice glicemico (OR=0,80; 0,67-0,96). Gli uomini che soddisfacevano almeno 5 dei 7 indicatori dietetici avevano un rischio ridotto del 43% rispetto agli uomini che ne soddisfacevano non più di 2 (OR 0,57; 0,43-0,77). L’associazione non era influenzata dalle caratteristiche sociodemografiche e dagli stili di vita (es. fumo, alcol, attività fisica).

“In sintesi, proponiamo un punteggio per valutare l’aderenza a una dieta per abbassare il colesterolo usando sette indicatori – sintetizzano gli autori dello studio, pubblicato sulla rivista Food & Function – Un punteggio più alto si associaa un ridotto rischio di tumore della prostata, il che supporta le linee guida dietetiche che promuovono l’abbassamento del colesterolo. Studi prospettici potranno fornire dati aggiuntivi sull’utilità di questo score nell’identificare i pazienti con tumore della prostata a rischio di recidiva o morte”.