Il trapianto fecale non cura la sindrome dell’intestino irritabile


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Messaggi chiave

  • In pazienti con sindrome dell’intestino irritabile (IBS), il trapianto di feci (TF) è in grado di indurre cambiamenti nel microbiota intestinale che si mantengono sul lungo periodo.
  • Nello studio, il trapianto è risultato meno efficace del placebo nel ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita.
  • Servono ulteriori studi sul tema, condotti con protocolli diversi e su popolazioni più ampie.

Descrizione dello studio

  • Lo studio ha coinvolto 52 pazienti adulti con IBS da moderata a grave.
  • Alla visita di screening sono state ottenute informazioni sulla storia clinica e sui sintomi e sono stati raccolti campioni fecali.
  • I partecipanti sono stati assegnati a TF mediante capsule o a capsule placebo per 12 giorni e sono stati seguiti per 6 mesi.
  • Nel corso delle visite programmate al basale e a 1, 3 e 6 mesi, è stato chiesto ai pazienti di descrivere i propri sintomi attraverso i questionari IBS-severity scoring system (IBS-SSS) e IBS-specific quality of life (IBS-Qol).
  • Prima di ciascuna visita sono stati raccolti campioni fecali.
  • Fonte di finanziamento: fondazioni private, Aaleris-Hamlet Research and Development Fund e Hvidovre University Hospital.

Risultati principali

  • Dallo studio randomizzato e controllato è emersa una differenza significativa nel miglioramento del punteggio IBS-SSS a 3 mesi dal trattamento (p=0,012) in favore del placebo.
  • Sempre a tre mesi, sono stati ottenuti risultati simili anche per il questionario IBS-QoL (p=0,003).
  • Nei pazienti sottoposti a TF è stato osservato un aumento della biodiversità del microbiota fecale, non visibile nei pazienti del gruppo placebo.
  • Nei 6 mesi di follow-up non sono emersi eventi avversi associati al trapianto.

Limiti dello studio

  • Il fatto che nello studio siano stati inclusi tutti i sottotipi di IBS e che sia stato utilizzato materiale fecale da un mix di donatori potrebbe avere influenzato i risultati.
  • Il glicerolo contenuto nelle capsule potrebbe aver alterato la fisiologia intestinale.

Perché è importante

  • La IBS è uno dei disturbi gastrointestinali diagnosticati con maggior frequenza.
  • Il microbiota dei pazienti con IBS mostra differenze rispetto a quello di soggetti sani.
  • Il TF, efficace in alcune condizioni gastrointestinali come l’infezione da C. difficile, potrebbe avere un ruolo anche nella gestione della IBS, ma mancano studi ampi e randomizzati sull’argomento.