Il transfer di embrioni congelati aumenta il rischio di ipertensione gravidica

  • Elena Riboldi — Agenzia Zoe
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Messaggi chiave

  • Uno studio mostra che nelle gravidanze da concepimento assistito in cui erano stati impiantati embrioni congelati il rischio di ipertensione gravidica era più alto del 74% che nelle gravidanze da concepimento naturale.
  • Il rischio di ipertensione nelle gravidanze in cui per il transfer erano stati utilizzati embrioni freschi era paragonabile a quello osservato nelle gravidanze naturali.

 

Uno studio appena pubblicato sulla rivista specializzata Hypertension solleva dei dubbi su una possibile complicanza ostetrica della tecnica di concepimento assistito in cui si impiantano nella donna embrioni congelati in precedenza. Lo studio, che ha confrontato il rischio di disturbi ipertensivi in decine di migliaia di gravidanze naturali e medicalmente assistite, mostra che il transfer di embrioni congelati si associa a un rischio consistentemente più elevato di ipertensione gravidica rispetto al concepimento naturale e a quello in cui si trasferiscono embrioni freschi. Il confronto tra gravidanze di tipo diverso in cui i genitori erano gli stessi suggerisce che l’aumentato rischio non è da attribuire a fattori parentali

Gli autori dello studio hanno utilizzato i dati contenuti nei registri delle nascite di Danimarca, Norvegia e Svezia e nei database relativi alla riproduzione assistita. Hanno preso in esame 4.426.691 gravidanze singole da concepimento naturale, 78.300 gravidanze da concepimento assistito con transfer di embrioni freschi e 18.037 gravidanze con transfer di embrioni congelati. In 33.209 di queste gravidanze i genitori erano gli stessi, ma il metodo di concepimento era diverso (sibship).

L’analisi statistica ha mostrato che il rischio di disturbi ipertensivi in gravidanza era più alto dopo transfer di embrioni congelati rispetto al concepimento naturale, sia a livello di popolazione (7,4% contro 4,3%; OR 1,74 [95%CI 1,61-1,89]) che di sibship (OR 2,02 [95%CI 1,72-2,39]). Il rischio di ipertensione con transfer di embrioni freschi e con concepimento naturale era simile sia a livello di popolazione (OR 1,02 [95%CI 0,98-1,07]) che di sibship (OR 0,99 [95%CI 0,89-1,09]).

“Un punto di forza del nostro studio è il disegno che ci ha permesso di tenere conto di fattori confondenti condivisi dai sibling, quali la genetica, la salute dei genitori pre-concepimento e lo status socioeconomico – rimarcano gli autori, che concludono – Anche se la criopreservazione ha facilitato il trasferimento elettivo di un solo embrione, riducendo il rischio di disturbi ipertensivi in gravidanza dopo riproduzione assistita attraverso la riduzione delle gravidanze multiple, è necessaria un’attenta valutazione di tutti i benefici e i rischi prima che il congelamento di tutti gli embrioni diventi la routine invece che una tecnica per le coppie con indicazioni cliniche, quale per esempio l’elevato rischio di sindrome da iperstimolazione ovarica”.