Il ruolo degli infermieri nel paziente con ictus in pronto soccorso


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Messaggi chiave

  • Occorre mettere a punto nuovi protocolli per migliorare accuratezza e tempi delle 3T (Triage, Trattamento e Trasferimento a una Stroke unit), da cui dipende la prognosi dei pazienti con ictus che accedono al pronto soccorso (PS).
  • Un protocollo incentrato su un maggiore coinvolgimento degli infermieri, che si era rivelato efficace nelle stroke unit, non ha offerto vantaggi rispetto alla pratica standard in uno studio condotto nei PS australiani.

 Descrizione dello studio

  • Lo studio multicentrico, controllato e randomizzato ha coinvolto 2.242 pazienti con sintomi di ictus da
  • Gli ospedali sono stati stratificati per stato e volumi di tPA e randomizzati 1:1 a intervento o cure standard.
  • Attraverso workshop e diversi altri metodi di formazione, di persona e per iscritto, sono stati preparati gli infermieri a mettere in pratica il protocollo, che assegnava loro il compito di effettuare:
    • il triage tra i punteggi 1 e 2 della Australasian Triage Scale;
    • lo screening per il tPA, la sua somministrazione e altri interventi per controllare febbre, iperglicemia e difficoltà di deglutizione;
    • il trasferimento alla stroke unit entro 4 ore.  
  • Outcome primario: morte o condizione di totale dipendenza (punteggio alla Scala di Rankin modificata ≥2).
  • Outcome secondari: dipendenza funzionale (Barthel Index ≥95), stato di salute (Short Form Health Survey) e qualità delle cure in PS (Australasian Triage Scale; monitoraggio e gestione di tPA, febbre, iperglicemia, deglutizione e rapidità del trasferimento).

 

Risultati principali

  • Nessuna differenza statisticamente significativa tra il gruppo intervento (n= 400; 53,5%) e il gruppo controllo (n=266; 48,7%. P=0,24) né a livello di outcome secondari.

Perché è importante

  • L'ictus cerebrale rappresenta la prima causa di invalidità nel mondo, la seconda di demenza e la terza di mortalità nei paesi occidentali.
  • Secondo il rapporto 2018 dell’Osservatorio sull’ictus in Italia, alla carenza di stroke unit, in particolare nelle Regioni del Centro-sud, si aggiunge la mancanza di percorsi diagnostico- terapeutico-assistenziali (PDTA) in circa la metà delle Regioni.
  • La ricerca di nuovi protocolli che sfruttino al meglio le risorse disponibili è quindi essenziale, soprattutto alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione.