Il rischio di sviluppare il carcinoma epatocellulare persiste anche dopo l’eradicazione dell’HCV

  • Kondili LA.
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  • Notizie di oncologia
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Conclusioni

  • Il rischio di sviluppare il carcinoma epatocellulare (hepatocellular carcinoma, HCC) persiste anche dopo l’eradicazione dell’infezione da virus dell’epatite C (hepatitis C virus, HCV) mediante terapia con antivirali ad azione diretta (direct-acting antiviral, DAA), specialmente nei pazienti che non ottengono una risposta virologica sostenuta (sustained viral response, SVR).

Perché è importante

  • I risultati giustificano un attento monitoraggio di eventuali segni di tumore nei pazienti trattati per l’infezione da HCV.

Disegno dello studio

  • Lo studio di coorte, prospettico, multicentrico PITER ha incluso 2.214 pazienti con infezione da HCV trattati con DAA.
  • Finanziamento: Ministero della Salute italiano.

Risultati principali

  • Il 6,7% dei pazienti ha sviluppato HCC de novo dopo un follow-up mediano di 30 mesi.
  • Su 2.064 pazienti (93%) che hanno ottenuto una SVR, 119 (5,8%) hanno sviluppato HCC.
  • Su 150 pazienti che non hanno ottenuto una SVR, 30 (20%) hanno sviluppato HCC, che si traduce in un HR corretto per l’HCC di 7,38 (P<0,01).
  • La finestra temporale tra la fine della terapia con DAA e la diagnosi di HCC è risultata più breve nei pazienti che non hanno ottenuto una SVR.
  • Il tasso di sopravvivenza libera da HCC a 2 anni è risultato dell’81% nei pazienti senza SVR rispetto al 98% nei pazienti con SVR (P<0,001).
  • I fattori associati al rischio di HCC dei pazienti includevano:
    • età più avanzata (aHR=1,06);
    • conte piastriniche >150.000/μl (aHR=2,43);
    • livelli di albumina >3,5 g/dl (aHR=2,36);
    • diabete (aHR=1,53).

Limiti

  • Disegno osservazionale.