Il rischio cardiovascolare letto nel colesterolo non-HDL


  • Cristina Ferrario — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
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Messaggi chiave

  • Le concentrazioni ematiche di colesterolo non-HDL si associano al rischio a lungo termine di malattia cardiovascolare (CV) aterosclerotica.
  • Lo strumento proposto nello studio permette di valutare in modo semplice le probabilità di eventi CV associati ai livelli di colesterolo non-HDL.
  • Questi risultati possono essere utili nel dialogo medico-paziente sulle strategie di prevenzione primaria.

Descrizione dello studio

  • Per lo studio di valutazione e modelling del rischio sono stati utilizzati i dati del Multinational Cardiovascular Risk Consortium (19 paesi in Europa, Australia e Nord America).
  • Sono stati incluse nell’analisi persone senza malattia CV al basale e per le quali erano disponibili dati di esito CV.
  • L’endpoint primario composito di malattia CV aterosclerotica è stato definito come manifestazione di un evento di malattia coronarica o ictus ischemico.
  • Sono state effettuate analisi a variabili multiple utilizzando categorie di colesterolo non-HDL con aggiustamenti per età, sesso, coorte e classici fattori di rischio CV modificabili.
  • In un disegno di derivazione e validazione, è stato creato uno strumento per stimare le probabilità di eventi di malattia CV all’età di 75 anni (dipendenti da età, sesso e fattori di rischio) e la riduzione del rischio ottenuta con una diminuzione del 50% dei livelli di colesterolo non-HDL.
  • Fonte di finanziamento: EU Framework Programme, UK Medical Research Council, and German Centre for Cardiovascular Research.

Risultati principali

  • Sono stati identificati nel database 398.846 soggetti appartenenti a 38 coorti (48,7% donne; età mediana 51 anni).
  • Nelle coorti di derivazione e di validazione sono stati inclusi, rispettivamente, 199.415 e 199.431 soggetti.
  • Nel corso di un follow-up massimo di 43,6 anni si sono verificati 54.542 endpoint CV.
  • I tassi di malattia CV a 30 anni sono risultati progressivamente più elevati per categorie crescenti di colesterolo non-HDL: da 7,7% per valori
  • I modelli di Cox a variabili multiple aggiustate con colesterolo non-HDL inferiore a 2,6 mmol/L come valore di riferimento hanno mostrato un’associazione tra livelli di colesterolo non-HDL malattia CV in entrambi i sessi: hazard ratio = 1,1 per colesterolo non-HDL da 2,6 a
  • Lo strumento creato ha permesso una stima delle probabilità di eventi di malattia CV specifica per colesterolo non-HDL altamente comparabili tre le coorti derivazione e validazione.
  • Una riduzione del 50% nelle concentrazioni di colesterolo non-HDL è risultata associata a una diminuzione del rischio CV a 75 anni, con un decremento tanto maggiore quanto prima si riducevano le concentrazioni di colesterolo.

Limiti dello studio

  • Non è possibile escludere errori nella classificazione e definizione dell’endpoint.
  • Erano disponibili solo dati sulle concentrazioni lipidiche al basale.
  • La maggior parte della coorte era rappresentata da individui di origine europea.
  • Il modello per il calcolo della riduzione del rischio si basa sull’assunto di una riduzione stabile del colesterolo non-HDL.

Perché è importante

  • Sono disponibili dati sull’importanza della riduzione dei livelli lipidici nella prevenzione di esiti CV.
  • I dati sull’impatto a lungo termine della riduzione del colesterolo non-HDL non sono così chiari.
  • Servono ulteriori dati e strumenti che aiutino ad aumentare la consapevolezza sull’importanza della riduzione dei livelli di colesterolo in termini di prevenzione CV.