Il rischio cardiovascolare dopo il parto può aumentare anche nelle donne normoglicemiche


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Messaggi chiave

  • Ogni incremento di 1 mmol/l (18 mg/dl) del livello di glucosio al test di screening si associa a un aumento del 13% del rischio cardiovascolare (CV) negli anni successivi.
  • Tale incremento del rischio è presente anche nelle donne senza diagnosi di diabete gestazionale, ma con valori a 1 ora dal test vicini alla soglia superiore di normalità.
  • Lo screening permette di identificare il rischio CV in tutte le donne nelle sue fasi iniziali.

Descrizione dello studio

  • Lo studio di coorte si basa sui dati dei database amministrativi sanitari del Ministero della salute e delle cure a lungo termine in Ontario (Canada).
  • Sono state identificate tutte le donne sottoposte a un test da carico orale con 50 g di glucosio in gravidanza tra 24 e 28 settimane di gestazione e che avevano partorito un bambino vivo tra luglio 2007 e dicembre 2015.
  • Il diabete gestazionale è stato diagnosticato per concentrazioni di glucosio uguali o superiori a 11,1 mmol/l (200 mg/dl) a 1 ora dopo il test o comprese tra 7,8 e 11,1 mmol/l (140-200 mg/dl) per le pazienti che riportavano diagnosi di diabete nella cartella clinica ospedaliera.
  • La popolazione di studio è stata suddivisa in 6 gruppi in base ai risultati del test.
  • L’esito primario era la malattia CV (un composito di ricovero per infarto del miocardio, sindrome coronarica acuta, ictus, bypass aorto-coronarico, intervento coronarico percutaneo o endoarteriectomia carotidea).
  • Tutte le donne sono state seguite dalla gravidanza fino a un evento di malattia CV o decesso (esclusi i drop-out).

Risultati principali

  • Nello studio sono state coinvolte 259.164 donne: 13.609 con diabete gestazionale e 245.555 senza la patologia.
  • Il follow-up mediano per lo sviluppo di patologia CV ha avuto una durata di 3,9 anni.
  • Ciascun incremento di 1 mmol/l (18 mg/dl) nel risultato del test di screening è risultato associato a un incremento del 13% nel rischio di malattia CV (hazard ratio [HR] aggiustato: 1,13).
  • La relazione è rimasta valida anche dopo l’esclusione delle donne con diabete gestazionale (HR: 1,14).
  • Le donne senza diabete gestazionale con risultati anomali al test (≥7,8 mmol/l; ≥140 mg/dl) e quelle con risultato compreso tra 7,2 e 7,7 mmol/l (130 e 139 mg/dl) hanno mostrato un incremento del rischio CV (HR: 1,94 e 1,65, rispettivamente), rispetto alle donne con risultati uguali o inferiori a 7,1 mmol/l (129 mg/dl) (P generale=0,003).

Limiti dello studio

  • Non è stata valutata in modo sistematico la presenza di fattori di rischio cardiovascolare.
  • La generalizzabilità dei risultati è limitata.
  • La durata del follow-up non permette di valutare il rischio a lungo termine.

Perché è importante

  • Il diabete gestazionale si associa a un incremento del rischio CV.
  • I protocolli per lo screening in gravidanza con test da carico e di tolleranza al glucosio non sono uniformi nei diversi Paesi e ospedali.
  • Data questa disomogeneità, è importante valutare il rischio CV anche nelle donne senza diagnosi clinica di diabete gestazionale.
  • La presenza di un incremento del rischio anche per risultati non patologici al test darebbe forza a questa pratica di screening.