Il recettore del progesterone protagonista nei tumori mammari ad alta proliferazione


  • Daniela Ovadia — Agenzia Zoe
  • Attualità mediche
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La valutazione dell’espressione del recettore del progesterone (PgR) può essere utile per determinare la prognosi di pazienti con tumore mammario positivo per il recettore degli ormoni e altamente proliferante. Lo spiegano dalla rivista Therapeutic Advances in Medical Oncology i ricercatori guidati da Sara Bravaccini e Giuseppe Bronte dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori (IRST) IRCCS di Meldola (Forlì-Cesena). Assieme ai colleghi, i due autori hanno condotto un’analisi post-hoc dello studio IBIS3 nel quale erano stati confrontati due diversi regimi terapeutici in donne con tumore mammario in fase iniziale e a proliferazione rapida (RPEBC).

“In pazienti con tumore mammario in fase iniziale e sottoposte a intervento chirurgico, la definizione della prognosi è fondamentale per prendere le successive decisioni terapeutiche” spiegano i ricercatori che hanno analizzato i dati di 466 pazienti trattate in modo sequenziale con epirubicina/ciclofosfamide, metotrexate, 5-fluorouracile (CMF) seguiti da tamoxifene. Tutte le pazienti avevano una neoplasia positiva per il recettore degli ormoni e per tutte era noto lo status dei recettori di estrogeni (ER) e progesterone. L’analisi univariata ha mostrato che dimensione del tumore, status linfonodale e PgR sono risultati significativamente associati alla sopravvivenza libera da malattia (DFS) e alla sopravvivenza generale (OS). “Per quanto riguarda classe di età e tipo di trattamento locale è stata osservata un’associazione solo con la DFS” precisano gli autori. Più in dettaglio, rispetto a pazienti con PgR ⩾20%, quelle con livelli