Il nuovo coronavirus e la malattia che causa ora hanno un nome e una faccia


  • Roberta Villa — Agenzia Zoe
  • Sintesi della letteratura
L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano L'accesso ai contenuti di questo sito è riservato agli operatori del settore sanitario italiano

Le novità della settimana

  • I virologi dell’International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV) hanno classificato e ribattezzato il nuovo coronavirus “SARS-Cov-2” per la sua affinità genetica con il virus della SARS, sebbene dal punto di vista clinico i casi di sindrome respiratoria acuta grave siano in questo caso una minoranza.
  • L’Organizzazione mondiale della sanità, a cui compete l’incarico di dare un nome alla malattia provocata dal virus, ha invece optato per un nome più neutro: COVID-19 (che sta per “Coronavirus Disease, emersa nel 2019).
  • Il numero di casi e di decessi, soprattutto in Cina e in particolare nella regione di Hubei, continuano ad aumentare, sebbene a un ritmo che sembra rallentare rispetto alle settimane precedenti. È tuttavia troppo presto per affermare che le eccezionali misure di quarantena e contenimento in atto stiano producendo l’effetto sperato.
  • Data la gravissima emergenza in quella zona, in accordo con l’Organizzazione mondiale della sanità, i criteri e le modalità di registrazione dei nuovi casi sono stati modificati: in un primo momento si è deciso di scorporare dal totale e contare a parte i pazienti positivi al test ma asintomatici; si è poi deciso che, per la sola regione di Hubei, sarebbero stati introdotti nel conteggio dei nuovi casi anche quelli di pazienti con una diagnosi clinica e alla TAC positiva, in attesa o in assenza del risultato del test molecolare. Questi cambiamenti hanno provocato anomalie nelle curve di incidenza e mortalità.
  • È stato individuato il primo caso di infezione nel continente africano, in Egitto, e si è verificata la prima vittima per COVID-19 fuori dall’Asia e in Europa: è il turista cinese ultraottantenne ricoverato dal 25 gennaio a Parigi.
  • (Fonti Ministero della Salute, OMS, ECDC).

 

Il quadro clinico

  • Dalla più ampia casistica di pazienti affetti da COVID-19 pubblicata finora, su oltre 1.000 pazienti da più di 550 ospedali nella trentina di province cinesi più colpite dall’epidemia emergono alcuni dati:
    • L’età mediana era di 47 anni, con una leggera prevalenza dei casi tra gli uomini rispetto alle donne.
    • Sintomi prevalenti febbre e tosse. Rara la diarrea.
    • I tempi di incubazione, per cui altri studi avevano indicato una media di 5-10 giorni, risultano in questa casistica in media di 3 giorni (range 0-24).
    • Nella metà dei casi la TAC polmonare all’ingresso mostrava opacità a vetro smerigliato, ma non è stata determinante nella diagnosi nel 5,20% dei casi più gravi (solo clinica più test molecolare) vs 23,87% di quelli meno gravi.
    • Linfopenia nell’82,1% dei casi.
    • Il 5% dei casi è stato ricoverato in terapia intensiva e l’1,3% per cento è deceduto.
  • In una lettera a JAMA sono stati descritti i casi di tutti i lattanti ricoverati per COVID-19 in Cina al 6 febbraio 2020.  Essendo riusciti a individuare solo 9 piccoli pazienti (1-11 mesi), gli autori ritengono che questa fascia di età sia in qualche modo meno esposta oppure sviluppi una sintomatologia più lieve, così da restare sottodiagnosticata. La sintomatologia in questo piccolo campione di bambini è risultata meno grave, e nessuno ha richiesto il ricovero in terapia intensiva o una ventilazione assistita.
  • Uno studio pubblicato su Lancet ha analizzato i dati relativi a 9 donne che hanno contratto il virus in gravidanza: non sono state riportate conseguenze per i nascituri, risultati negativi al test.
  • (Guan 2020, Wei 2020, Chen 2020).

Le aspettative per il futuro

  • Mentre proseguono le proposte di ricerca per vaccini e farmaci, soprattutto nel tentativo di utilizzare per la nuova emergenza farmaci già esistenti, ci si prepara a una possibile diffusione pandemica dell’infezione, che metterebbe duramente alla prova i sistemi sanitari.
  • (Nature 2020, Swerdlow 2020).